I meteoriti “atterrano” al Museo di Vignola. Ecco l’angolo del cielo
Inaugurata ieri la nuova sezione del Civico
VIGNOLA. Due collezioni private, due proprietari amici e un obiettivo comune: donare parte dei loro meteoriti al museo civico di Vignola per far si che diventino patrimonio di tutti.
È l’idea nata dall’incontro tra il professor Giampaolo Sighinolfi, già docente Unimore di Geochimica e il naturalista Salvatore Caiazzo da ieri diventata realtà con tanto di inaugurazione e taglio del nastro alla presenza dei professori e della sindaca di Vignola Emilia Muratori.
Un bel momento di comunità e convivialità, partecipato dai membri delle associazioni coinvolte che hanno ascoltato con passione i racconti dei due professori dalla lunga esperienza scientifica.
La storia
Fin dal lontano 1964 il professor Sighinolfi si è occupato di impatti extraterrestri e nei suoi numerosi viaggi ha studiato i maggiori crateri meteoritici esistenti.
Durante le sue missioni ha raccolto molti materiali da sottoporre ad analisi e oggi ha voluto donare parte di questi elementi al Museo di Vignola per creare una sezione con profilo didattico e divulgativo. Il dottor Caiazzo, socio del Gruppo Vignolese Ricerche e presidente dell’Associazione Amici dei Parchi di Monteveglio e dell’Emilia ha raccolto l’invito per realizzare la nuova sezione e ha donato parte della sua collezione di meteoriti per offrire un quadro più ampio sullo studio delle “pietre cadute dal cielo”.
La vetrina espositiva contiene soprattutto impattiti e tectiti, mentre in un mobiletto a vista, recupero di un vecchio banco da gioielliere, sono esposti i campioni traslucidi retroilluminati. Nei 36 sottili cassetti del mobiletto sono visionabili ed estraibili grandi foto dei maggiori crateri esistenti al mondo e le relative ricerche che sono state effettuate per confermarne l’origine meteoritica.
Cosa si può trovare
Tra le curiosità presenti vi sono le fulguriti, vetri terrestri prodotti dai fulmini che cadono nella sabbia del deserto e alcuni campioni del Libian Silica Glass, vetri formatisi ad alte temperature e pressione che si ipotizza possano essere stati creati da un grande impatto o da una potente esplosione in cielo di un meteorite.
Di questo materiale è composto uno scarabeo presente nel pettorale del Faraone Tutankhamon. Sarà possibile anche toccare con mano un vero meteorite. Due grandi pannelli didascalici e un proiettore che illumina la volta con l’immagine della Luna completano questo piccolo “angolo del cielo”.
«Si ringrazia il Comune di Vignola e il Gruppo Vignolese Ricerche per aver messo a disposizione un settore del Museo e per la collaborazione prestata per l’allestimento».
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