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Locali storici

Il ristorante La Fazenda rinasce dopo 20 anni: merito di Ivanoe Moscattini

di Giovanni Medici
Il ristorante La Fazenda rinasce dopo 20 anni: merito di Ivanoe Moscattini<br>

Il celebre locale in strada Bellaria a Modena, al confine con Montale, torna con un menù tipico modenese grazie al ristoratore già titolare di Tipico nel capoluogo e dell'agriturismo del Papa a Pozza

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MODENA. La Fazenda è stato uno dei ristoranti modenesi più noti nella seconda parte del secolo scorso e dopo vent’anni è oggi pronto a riaprire i cancelli grazie ad Ivanoe Moscattini. Facciamo un passo indietro: Erio Sgarbi nel 1969 creò in via Bellaria il primo ristorante latinoamericano in Italia (proponeva il filetto al gaucho e i maccheroncini alla messicana ad esempio), dove non mancavano mai spettacoli a cui partecipavano ballerini e musicisti con sgargianti costumi che suonavano girando tra i tavoli. Anche la famiglia di Sgarbi spesso si univa alla compagnia. Tanti i vip che hanno cenato in questo luogo caratteristico e magari duettato con i musicisti, da Pavarotti a Nilla Pizzi fino a Bokassa, Tognazzi e Renato Zero. «Ci sono stato negli anni Settanta. Dieci anni molto importanti per la mia professione. Lì, seguendo la filosofia di Erio, ho imparato a fare il ristoratore e non il commerciante. Lavoravo prima di tutto – ha raccontato Dino Marchi, oggi noto ristoratore di Cesena – per far contenti i clienti». La cantante Silvia Mezzanotte ha ricordato spesso come il primo vero pubblico davanti al quale si sia esibita sia stato proprio quello dei clienti del ristorante di Sgarbi, a 17 anni. Un locale dove ci si divertiva e ci si stava bene: tanti di coloro che leggono queste righe lo ricorderanno. Nel 1997 muore il fondatore: l’attività di punta di Borgo Ponte S. Lucia viene poco dopo ceduta continuando sotto altre gestioni (con il nome di Buena Vista ad esempio), prima della chiusura definitiva nel 2006. Moscattini ha da poco acquistato questo luogo per ridargli vita. I primi lavori sono serviti a sistemare anche i danni fatti da chi l’ha abitato abusivamente in questo periodo (ricordiamo che ci fu anche un omicidio negli immediati dintorni nel 2021). «Ho cominciato la ristrutturazione, intanto ho pulito dai rifiuti anche il giardino e messo tutto in sicurezza. Dell’edificio principale si salvano solo i muri, hanno rubato anche le grondaie nel tempo. Ora – spiega Moscattini – il mio programma prevede la riqualificazione della villa con piscina degli ex proprietari che dovrebbe ospitare un ristorante a bordo piscina da 150 posti. Nell’edificio dove vivevano i dipendenti ho intenzione invece di aprire una sorta di “resort” con vari appartamenti da gestire come un albergo per capirci: poi voglio riportare la Fazenda come era, rimettendo in funzione le cucine, con un menu però modenese. Ci vorrà tanto lavoro. Molto dipenderà dai tempi della burocrazia comunale, permessi, autorizzazioni…». Sui cancelli della Fazenda (che non è a Montale Rangone perché via Bellaria 413, il suo indirizzo, è quello dell’ultimo edificio in comune di Modena, prima dell’inizio ufficiale della frazione castelnovese) sono già apparsi avvisi posti dal nuovo proprietario. «Io sono un casaro e lavoro all’azienda agricola della mia famiglia all’Ubersetto. Abbiamo già 4 ristoranti (tra cui Tipico a Modena e l’Agriturismo del Papa a Pozza, ndr) e quando ho visto che la Fazenda era stata messa all’asta – spiega il nuovo patron del ristorante – mi sono informato e sono riuscito ad aggiudicarmi tutti i lotti».