Gazzetta di Modena

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Il racconto dell’artigiano

Da Carpi a Santiago a piedi. Il viaggio di Riccardo: «A Nizza rapinato di tutto da 6 persone»

di Serena Arbizzi
Da Carpi a Santiago a piedi. Il viaggio di Riccardo: «A Nizza rapinato di tutto da 6 persone»

L'esperienza tra fede e coraggio

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CARPI. A piedi da piazza Martiri, a Carpi, fino a Santiago de Compostela, dopo avere superato non soltanto gli ostacoli fisici richiesti da una prova di resistenza così ardua, ma anche altre insidie, come una rapina. Ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e ha vinto questa sfida, il carpigiano Riccardo Bergonzini. Cinquant’anni, di professione artigiano, Riccardo ha deciso che era arrivato il momento di partire il 9 febbraio scorso. Con lo zaino in spalla e tanto entusiasmo ha percorso una media fra i 20 e i 40 chilometri al giorno fino a raggiungere la meta 53 giorni dopo.

Il racconto

«Ho attraversato Reggio Emilia, Parma, La Spezia, Genova, Ventimiglia, Nizza e la Francia che si è rivelata la parte più tortuosa, fino ad approdare in Spagna e al traguardo – rivela il carpigiano -. Ci pensavo un po’ da tutta la vita ad affrontare il Cammino. Vado a messa, ho una cultura cristiana, e volevo intraprendere quest’esperienza. Detto, fatto. Mi sono imbattuto, durante il percorso, in sei ordini religiosi e ho visitato oltre 400 chiese. All’inizio non pensavo, però, di camminare per un tragitto così lungo. Il mio punto di riferimento erano i classici 750 chilometri. Poi però, sulle orme dei pellegrini, ho calcolato il percorso e ho deciso di partire da casa, totalizzando, in tutto, 2200 chilometri tutti a piedi».

«In certi momenti è stato duro, difficilissimo: è complicato oltre che a livello fisico, anche mentale. Le condizioni meteo non sono state sempre ottimali e quando il clima non è favorevole il percorso si complica – spiega Bergonzini – Il momento più emozionante è arrivato alla fine del tragitto francese: qui il fenomeno del pellegrinaggio è più ridotto. Quando si varca il confine con la Spagna, invece, si è circondati da persone intente a inseguire lo stesso traguardo. Io ho seguito il Cammino del nord, arrivando il 10 marzo. Serve un fisico forte per mettersi in marcia: ho perso dieci chili per il numero di passi al giorno percorsi. Il momento più difficile di tutti, però, è stato a Nizza, dove mi hanno rapinato in sei, portandomi via tutto: dal portafogli al telefono. Dopo una notte di forte crisi ho conosciuto una persona che mi ha offerto ospitalità e ho deciso di andare avanti e non voltarmi indietro. Ho cercato di immedesimarmi nei pellegrini: se fosse successo a loro non avrebbero rinunciato. Un grande aiuto mi è stato dato anche da don Matteo Zoppi, che ho conosciuto a Genova, il quale gestisce il flusso di pellegrini e mi ha fornito riferimenti su cui contare per l’ospitalità».

La riflessione

Bergonzini consiglia questa esperienza, in particolare ai giovani. «Il Cammino alleggerisce la mente da pensieri e problemi, mi sento un leone da quando sono rientrato e affronto la vita in un altro modo – confida Riccardo -. Oggi i giovani crescono in un ambiente fatto di genitori protettivi e smartphone: gli strumenti tecnologici hanno preso loro quel tempo libero che noi uomini di mezza età usavamo con hobby diversi. Il vivere con lentezza tutti questi giorni, poi, fa riflettere e ripercorrere le cose fino a raggiungere la serenità. Avere tagliato questo traguardo importante ti dà una carica incredibile».

Riccardo Bergonzini sarà ospite di incontri in cui condividerà la sua esperienza e darà informazioni pratiche su come affrontarla.