Gazzetta di Modena

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L’attività storica

Lalo, per una vita barbiere di Maranello: «Da Villeneuve a Schumacher, che storia»

di Filippo Ruffolo

	Il barbiere Lalo
Il barbiere Lalo

Tiziano Gibellini, che ha appeso le forbici al chiodo, ospite in municipio: l’omaggio del Comune

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MARANELLO. Se 69 anni possono sembrare una vita, Tiziano Gibellini questa vita l’ha vissuta all’interno del suo salone di barbiere a Maranello.

L'attività

L’attività, aperta dal padre Bruno nel 1933 e presa in eredità nel ‘56 ad appena 14 anni, ha visto varcare la propria soglia a numerose personalità note nel mondo dei motori, oltre a mostrare dalle proprie vetrate tutta l’evoluzione della città. “Lalo” (questo è il nome attribuito a Tiziano Gibellini dalla sua comunità) oggi ha 84 anni e il 20 dicembre scorso ha dovuto cedere la propria attività a causa di alcuni problemi di salute, raccontando però con estrema commozione le persone passate sotto le sue mani per un taglio di capelli o una ridefinizione della barba: «Vivere quel salone per me è stata un’esperienza bellissima – ha raccontato – In tanti sono venuti da me, penso ad esempio a De Portago, Collins e per alcuni mesi anche Luca Cordero di Montezemolo, quando si trovava al timone della Ferrari. Ricordo bene la sua Ritmo grigia quando veniva a farsi la barba da me. C’erano anche tanti ingegneri della Ferrari che ancora oggi chiamano da Torino per un saluto. Uno deg incontri più emozionanti è stato quello con Gilles Villeneuve, che ha tenuto in braccio mio figlio vicino la rotonda del cavallino 3 o 4 mesi prima del suo incidente. Oggi dopo una vita così è difficile acquistare una quotidianità diversa, infatti non passo più per la via del mio salone».

Il legame con il territorio

Situato su via Nazionale, a pochi passi da quella che oggi è la rotonda del Cavallino, il salone di “Lalo” ha visto anche il profondo cambiamento della città di Maranello, trasformata nel corso degli anni da realtà rurale a componente fondamentale della Motor Valley, a cui va ad aggiungersi l’incremento progressivo del numero di turisti: «Ho visto contadini diventare meccanici e alcuni di loro diventare imprenditori. Ho vissuto anche l’arrivo dei turisti, che chiedevano informazioni e io facevo quello che potevo per accontentarli. Alcuni di loro rimanevano anche a guardare i vari quadri dedicati al mondo della Ferrari che avevo nel mio salone. Se dovessi dire uno di quelli a cui sono più legato è quello firmato da Schumacher, ottenuto grazie ad un amico che lavorava nell’azienda. Lui purtroppo non è mai venuto da me a tagliarsi i capelli, probabile lo facesse in Germania (ride, ndr)». La passione per il lavoro di barbiere ha garantito a Gibellini la possibilità di rappresentare un vero e proprio aggregatore sociale per la sua comunità, creando un rapporto umano sempre più profondo tra le varie generazioni di persone che sceglievano il suo salone per un taglio di capelli: «Penso che col passare delle generazioni le persone siano migliorate: adesso le percepisco più unite e più aperte, prima erano decisamente più burbere e chiuse in casa».

L’omaggio del Comune

Anche il sindaco di Maranello Luigi Zironi ci ha tenuto a celebrare la profonda carriera dell’ex barbiere: «Per noi "Lalo" rappresenta quell’etica del lavoro e legame con il territorio che è un po’ il simbolo della nostra terra. Essere in mezzo alle persone lo rende una parte importante della nostra comunità e permette di averlo come testimonianza di crescita della nostra città».