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Il caso

Polemica a Mirandola, banchetto per Vannacci in piazza nel giorno della Liberazione

di Manuel Marinelli
Polemica a Mirandola, banchetto per Vannacci in piazza nel giorno della Liberazione

Il consigliere comunale di maggioranza Guglielmo Golinelli, passato dalla Lega al partito del “Generale”: «Festa per il 25 Aprile? No grazie, firma per la remigrazione. Risponde il Pd: «Un oltraggio ai partigiani, si tratta di una provocazione inaccettabile»

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MIRANDOLA. Altro che Liberazione. Nella piazza principale della città il 25 aprile c’è un banchetto del partito di Vannacci che raccoglie firme sulla “remigrazione”, cioè per rimandare a casa gli immigrati. E le cerimonie istituzionali? Traslocate in piazza della Conciliazione. Se non è il “Mondo al Contrario” questo…

Il caso

Succede a Mirandola. Il vannacciano in questione è l’ex leghista Guglielmo Golinelli, consigliere comunale di maggioranza, autore di un video che ha ben presto infiammato i social. «Liberazione con Anpi, Bonelli e Schlein? No, remigrazione con il generale Vannacci». Mentre le ragioni dietro il trasloco da piazza della Costituente all’altra location riguardano il già previsto mercato cittadino che impediva lo svolgimento delle cerimonie. Ma va comunque bene per accogliere il banchetto di Futuro Nazionale. Il “capolavoro” provocatorio di Golinelli è stato studiato anche negli orari: dalle 9 alle 18. Indovinate gli eventi per il 25 aprile in quali orari si tengono? 

Le reazioni

Apriti cielo: il fronte della sinistra, dalla Cgil all’Anpi - che comunque ha accettato il trasloco nell’altra piazza – passando per il Pd, si è scatenato contro l’amministrazione, Golinelli e compagnia rei di aver offeso la memoria dei partigiani. «Mirandola e la Bassa sono una terra che ha fornito un contributo importante, anche in termini di sacrificio umano, alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dal nazifascismo: per questo ci meraviglia e indigna che l’amministrazione comunale, evidentemente ostaggio di frange estreme, non abbia concesso, come da tradizione, piazza della Costituente, alle celebrazioni per il 25 aprile, mentre invece sarà presente Guglielmo Golinelli, rappresentante del partito di Vannacci, che offende la memoria dei partigiani e delle partigiane invitando a non festeggiare la Liberazione» attaccano i parlamentari modenesi del Partito democratico Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra, Enza Rando e Andrea De Maria. «Solo una categoria era assente nella Resistenza: quella di chi era convintamente fascista. Sappiamo dunque in che ambito collocare chi oggi sente il bisogno di provocare milioni di italiani in modo così ignobile. Mirandola è antifascista, e nessuna patetica provocazione potrà cancellare questo fatto» concludono.

Il Pd attacca

Affonda il colpo anche il segretario provinciale del Pd Massimo Paradisi: «Ormai conosciamo bene sia Golinelli che Vannacci, due persone accomunate da una carenza di argomenti concreti tale da essere costretti a dover puntare sempre ed esclusivamente sulla provocazione a ogni costo pur di farsi notare. Che cos’è, infatti, un video che incita a non celebrare il 25 aprile, alla sua vigilia, se non un tentativo di offendere i milioni di cittadini per i quali invece questa data riveste una tappa fondamentale del nostro calendario civile, insultando la memoria delle migliaia di italiani morti per mano dei nazisti e dei loro servi fascisti della Rsi? Golinelli dovrebbe ringraziare partigiane e partigiani. Se è libero di dire quel che pensa, infatti, lo deve anche a loro». Dopo anni l’amministrazione comunale e l’Anpi erano ritornati a unire le forze per una celebrazione unitaria del 25 aprile. Erano state messe da parte le divergenze e si era cercato di agire insieme. Ci ha pensato Golinelli a far ripartire il braccio di ferro, visto che sponda Anpi - come era logico aspettarselo- non hanno preso tanto bene la cosa.

I dem mirandolesi

«L’amministrazione guidata dalla sindaca Budri, che in campagna elettorale si era presentata come espressione civica e tecnica, dimostra oggi una chiara e preoccupante inclinazione politica – incalza il Pd di Mirandola – La decisione di escludere dalla piazza Costituente le tradizionali manifestazioni legate al 25 aprile rappresenta una scelta grave e incomprensibile, se non alla luce dell’iniziativa promossa dal consigliere vera guida ed eminenza grigia del consiglio comunale, che proprio durante il mercato organizzerà a Mirandola una provocatoria raccolta firme per il suo nuovo movimento di chiara matrice neofascista. Una coincidenza che appare tutt’altro che casuale e che solleva interrogativi legittimi sull’indirizzo politico dell’attuale amministrazione, anche considerato che attualmente tale amministrazione si regge grazie alla presenza in maggioranza di ben tre consiglieri del suddetto movimento estremista. Riteniamo che quanto sta accadendo costituisca un affronto senza precedenti ai valori della Resistenza e alla memoria collettiva della nostra comunità, riuscendo a superare persino la farsa della parata delle forze armate naziste durante la giunta Greco». Le bordate arrivano anche dalla Cgil, a completare il fronte difensore della Liberazione. «Il 25 Aprile non è una ricorrenza di parte. È la festa fondativa della nostra democrazia repubblicana, nata dalla Resistenza e dalla lotta contro il nazifascismo. È una giornata che appartiene a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che si riconoscono nella Costituzione italiana, nei principi di libertà, uguaglianza, solidarietà, pace e rispetto della dignità di ogni persona. Non è accettabile che, in occasione del 25 Aprile, ci possano essere banchetti politici in a Mirandola promossi da chi utilizza linguaggi e parole d’ordine che dividono la comunità e che appaiono lontani dallo spirito costituzionale della Festa della Liberazione».

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