Stop alle banconote da 500 euro: ecco perché e cosa possiamo fare se ne abbiamo ancora
Come usare il contante senza correre rischi: domande e risposte su pagamenti, versamenti, limiti e segnalazioni
MODENA. La Banca centrale europea (Bce) ha confermato lo stop definitivo alla produzione ed emissione delle banconote da 500 euro. Questa non è una notizia che fa scalpore anche perché già da tempo la Banca centrale, con la nuova serie “Europa”, aveva escluso il taglio da 500 euro dalla nuova generazione di banconote dell’Eurozona. Il taglio elevato, infatti, facilitava il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altri illeciti grazie al basso volume fisico necessario per trasportare grandi somme. Perché dunque questo segnale ulteriore che conferma uno stop annunciato? Perché in realtà le 500 euro giravano ancora e in maniera molto vorticosa e veloce. Oltre a questo fatto si è innescata una spirale speculativa, poiché la comodità della banconota di grande taglio ne faceva aumentare il valore reale rispetto al valore facciale. Nelle transazioni che riguardavano comportamenti illegali era una moneta talmente comoda che in certi casi poteva valere anche 550 euro.
- Cosa succede, di fatto, ora a chi ne possiede ancora? Niente. Le banconote continuano ad avere corso legale e non perdono il loro valore. Possono ancora essere usate per pagamenti o depositate in banca, che provvederà poi a ritirarle dalla circolazione. È sempre possibile cambiarle nelle Banche centrali nazionali (come la Banca d'Italia) senza limiti di tempo.
- In generale cosa si rischia a versare contanti in banca? Il rischio maggiore del deposito di contanti, soprattutto per banconote da 500 euro, è quello di essere sottoposti a controlli antiriciclaggio. Le banche hanno l’obbligo di segnalare versamenti superiori a 10.000 euro all’Unità di informazione finanziaria (Uif). Per operazioni specifiche con banconote da 500 euro, i controlli possono scattare anche per cifre inferiori (spesso intorno ai 2.500 euro).
- E se usiamo le 500 euro per eseguire pagamenti? Usarle nella vita quotidiana è diventato difficile. Molti piccoli esercenti e cambiavalute si rifiutano di accettarle per motivi di sicurezza o mancanza di resto. I supermercati o i grandi magazzini sono solitamente più attrezzati per accettarle, purché l’acquisto non sia di entità irrisoria. Attenzione al limite: in Italia, per tutto il 2026, vige il limite per i pagamenti in contanti fissato a 5.000 euro tra privati.
- Quindi meglio non versare e spenderle? Il versamento di banconote da 500 euro può innescare procedure di controllo specifiche, ma non è una “denuncia” automatica se l’operazione è lecita.
- Come funzionano le segnalazioni? Poiché il taglio da 500 euro è stato rimosso dalla produzione proprio per contrastare il riciclaggio, le banche considerano il suo utilizzo un potenziale indicatore di rischio. Per legge, ogni versamento di contanti (di qualsiasi taglio) che superi i 10.000 euro in un mese (anche se in più operazioni) viene segnalato automaticamente all’Unità di informazione finanziaria (Uif). Spesso le banche applicano controlli interni più stringenti per i tagli grandi. Operazioni con banconote da 500 euro per importi superiori a 2.500 euro possono richiedere al cliente di compilare un modulo o fornire una giustificazione sulla provenienza del denaro. Indipendentemente dall’importo, se l’impiegato di banca ritiene che il versamento sia anomalo (ad esempio, versamenti frequenti di soli pezzi da 500 euro senza una giustificazione lavorativa plausibile), ha l’obbligo di inviare una segnalazione.
- Che cosa fare per stare tranquilli? Se i soldi derivano da risparmi documentati, vendite tracciabili o regali di famiglia, non c’è nulla da temere. È preferibile versare la somma in un’unica soluzione spiegandone l’origine, inserendo una descrizione in fase di versamento, piuttosto che fare piccoli versamenti ripetuti che potrebbero sembrare un tentativo di eludere i controlli. In generale possiamo concludere che non occorre vedere il contante come un male, anzi, per gli anziani soprattutto, sono visti come un mezzo di pagamento comodo e semplice. In realtà avere molti contanti in tasca espone le persone, soprattutto più deboli, a enormi rischi legati a truffe o rapine. Usiamoli con attenzione.
* Dottore commercialista revisore contabile
