Chi vuole gestire il ristorante nel castello? Formigine non trova candidati
Il bando del Comune per affidare i locali gestiti per anni dall’attività di ristorazione il Calcagnino è andato deserto. I consiglieri di opposizione: «Requisiti difficili»
FORMIGINE. Il Comune di Formigine ha avviato una raccolta di pareri e proposte tecniche riguardanti la gestione dei locali all’interno del castello. Questo perché, ad oggi, gli ambienti per anni destinati e gestiti dall’attività di ristorazione Il Calcagnino non hanno ancora trovato una nuova gestione che possa subentrare nei locali comunali.
Il bando deserto e le perplessità
Questa situazione fa sorgere riflessioni: che esiti ha avuto il bando presentato per trovare una nuova gestione dei locali? La procedura di gara è andata deserta, nonostante il periodo di proroga. Con l’obiettivo di «definire un modello di servizio che assicuri la cura costante degli spazi e valorizzi il Castello nel suo ruolo centrale per la cultura e la vita sociale della comunità», l’annuncio della raccolta di pareri e proposte tecniche è stata diffusa sul sito comunale e sui canali social. Già in consiglio comunale nel mese di febbraio numerose erano state le perplessità mosse da alcuni consiglieri in merito al nuovo bando. Le tempistiche delle procedure erano considerate lunghe per un bene come il Castello, fulcro del centro storico e luogo dagli ampi locali. Ambienti che, per la loro grandezza e la loro posizione, potrebbero essere gestiti adeguatamente solo da poche realtà con esperienza e abilità elevate. Secondo il consigliere di opposizione Maurizio Prandi, i requisiti all’interno del bando erano difficili da attuare: «La gestione che subentrerebbe nei locali dovrebbe aver avuto negli ultimi 5 anni un fatturato globale di un milione di euro, negli ultimi 10 anni aver concluso servizi pari a 800mila euro». Tra i requisiti, quelli in merito alle pari opportunità: una quota del 30 per cento di giovani sotto i 26 anni, e un secondo 30 per cento destinato all’occupazione femminile. Come sottolineò la consigliera Simona Sarracino: «Il bando presenta delle controversie: un giovane con 10 anni di esperienza è davvero difficile trovarlo».
Quale soluzione per il Castello?
Come dichiarato nell’avviso di consultazione, «sono sollecitati a partecipare alla consultazione gli operatori economici attivi nel settore della ristorazione, del banqueting e del catering, i soggetti operanti nel settore della valorizzazione dei beni culturali, del turismo e del marketing territoriale e i portatori di interessi collettivi e diffusi, consulenti tecnici e ogni altro soggetto in grado di fornire elementi progettuali pertinenti». L’amministrazione comunale quindi non esclude che nei locali del Castello possa subentrare un’attività che non sia legata necessariamente al mondo della ristorazione. L’obiettivo rimane quello di rendere il Castello e il parco interno un punto di richiamo ed evitare il degrado. Proprio per questo, il Comune di Formigine ha attivato una consultazione preliminare per raccogliere proposte sulla futura pianificazione strategica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
