Gazzetta di Modena

Modena

La curiosità

A Milano il Parmigiano Reggiano si... beve: «Ecco il mio cocktail»

di Ginevramaria Bianchi

	Il bartender Benjamin Cavagna e la sua Parmigiano Colada
Il bartender Benjamin Cavagna e la sua Parmigiano Colada

Nel 1930 Cocktail Bar, 43esimo tra i World’s 50 Best Bars 2025, Benjamin Cavagna ha realizzato la Parmigiano Colada, variante della Piña Colada dove una spuma del re dei formaggi sostituisce il cocco: «È tra i nostri best seller»

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il Parmigiano sul pesce no. Sulla Piña Colada sì. Lo si è deciso al 1930 Cocktail Bar, locale di Milano e 43esimo tra i World’s 50 Best Bars 2025, dove un prodotto della nostra terra da mesi viene servito in versione... tropicale. A firmare la trovata è Benjamin Cavagna, che in un bicchiere mette insieme Emilia e Caraibi senza troppi sensi di colpa. Il risultato? Fa discutere. Ma soprattutto si beve.

Cavagna, da dove arriva l’intuizione di utilizzare il Parmigiano in un cocktail?

«La Parmigiano Colada nasce come reinterpretazione della Piña Colada, e si inserisce all’interno del menù “Unforgettable cocktails from the kitchen”. In questa versione, il Parmigiano Reggiano 24 mesi Dop viene lavorato fino a ottenere una spuma che sostituisce la componente al cocco. Il risultato conserva la texture morbida e avvolgente della Piña Colada, ma introduce una nota gastronomica lattica e sapida».

Come?

«La preparazione avviene direttamente nel bicchiere: Havana 3 rum, cordiale al pepe bianco e succo d’ananas vengono versati insieme, seguiti dal ghiaccio. A completare il cocktail, una spuma di Parmigiano Reggiano, adagiata in superficie».

Ci è voluto molto per realizzarla?

«Settimane».

Siete milanesi: perché un ingrediente della nostra terra?

«La scelta del Parmigiano nasce prima di tutto da quello che rappresenta: tradizione e artigianalità. Parliamo di uno degli ingredienti più iconici della cultura gastronomica italiana, ed è immediatamente riconoscibile, anche fuori dallo Stivale».

Che tipo di esperienza volete far vivere al cliente con questo drink?

«L’idea è offrire qualcosa di familiare e rassicurante, per poi evolvere in un sapore completamente inaspettato».

Come sta reagendo il pubblico?

«Possiamo definirlo uno dei nostri best seller».

Cosa li stupisce?

«L’equilibrio».

Quanto costa?

«Il prezzo si colloca intorno ai 20 euro, coerentemente con il lavoro di ricerca, le tecniche utilizzate e la qualità degli ingredienti».

Possiamo considerarlo il drink più “estremo” o insolito del vostro bar?

«È sicuramente uno dei drink più insoliti del menù. Detto questo, non lo considero estremo. Almeno non quanto i cocktail Casoncelli, Pizza Marinara e Cannolo Siciliano».

Possiamo aspettarci altre creazioni “modenesi” in futuro? Magari con l’aceto balsamico...

«Assolutamente sì, anche perché abbiamo da poco intrapreso una collaborazione con l’Acetaia Giusti... L’idea è continuare a sorprendere, ma sempre partendo da ingredienti che hanno una storia forte da raccontare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA