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La protesta

Biblioteca Delfini, lavoratori in rivolta: «Dateci risposte e certezze»

Ginevramaria Bianchi
Biblioteca Delfini, lavoratori in rivolta: «Dateci risposte e certezze»

Dopo anni di richieste, i dipendenti vogliono stabilizzazioni e rinforzi. Manzini (Cisl Fp Emilia Centrale): «Il Comune non rispetta la legge»

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MODENA. Il valore della cultura passa anche dal lavoro. Ed è per questo che oggi uno dei luoghi simbolo della vita culturale cittadina si ferma.

Si ferma perché da quattro anni chiede che ci siano nuove assunzioni e stabilizzazioni. Ed è necessario che lo faccia «per difendere la qualità e la continuità del servizio che offre ogni giorno».

Dalle 12 alle 14, quindi, alla biblioteca Delfini chiudono la sala Chiesa e la biblioteca dei ragazzi per fare due ore di assemblea sindacale. «Ci fermiamo ora per non fermarci domani», hanno scritto nero su bianco, distribuendo oltre 200 volantini agli utenti della biblioteca nei giorni precedenti allo stop, cercando di informare i cittadini.

Lavoratori a rischio

A scandire tempi e contenuti della protesta è Mirko Manzini, dirigente della Cisl Fp Emilia Centrale e Rsu nel Comune di Modena. «Era giusto informare i modenesi di questo stop: servono assunzioni e stabilizzazioni, perché un servizio pubblico senza personale è un servizio che muore». Il punto, infatti, non è la chiusura di oggi. Ma quello che rischia di accadere domani.

La biblioteca Delfini funziona ogni giorno grazie a personale qualificato, parte del quale però «vive da anni in una condizione di precarietà». In tutto, parliamo di cinque lavoratori a tempo determinato, con diverse anzianità, e che garantiscono servizi essenziali. Eppure, il loro futuro resta incerto.

Assunzioni sparite

La vicenda si trascina da tempo, ma negli ultimi mesi ha subito un’accelerazione che ha fatto scattare l’allarme. «Per quattro anni, il piano del fabbisogno del Comune aveva previsto quattro assunzioni per rafforzare la Delfini. Poi, improvvisamente, quelle assunzioni sono scomparse – afferma Manzini – . Le nostre prime richieste di interlocuzione risalgono a ottobre, quando abbiamo posto più volte domande senza ottenere risposte chiare».

Quando una cosa chiarissima ci sarebbe già: la legge Madia, che «consente di stabilizzare chi ha servito l’Ente per tre anni da precario». Allora, dato che un dipendente in particolare è vicino a quel traguardo, «perché il Comune non prevede ancora concorsi dove possa essere messa in campo dai precari della Delfini l’esperienza maturata nel servizio svolto in biblioteca?». Proprio in questo contesto prende forma il sospetto più delicato: quello di una possibile esternalizzazione…

Esternalizzazione?

«La velocità con cui le assunzioni sono sparite dal piano del fabbisogno e la mancanza di risposte alimentano il sospetto che per la Delfini si stia pensando a un’esternalizzazione del servizio, alla chiamata di un privato cui affidare un lavoro per il quale Modena ha già risorse qualificate, formate con soldi pubblici. Per questo non capiamo perché ai precari della Delfini si debba dire “no, grazie”, o non si riesca a essere sinceri di fronte al bisogno di certezze. Parliamo di professionisti che sarebbero pronti a scegliere Modena non solo come luogo di lavoro, ma anche di vita, portando qui le loro famiglie», afferma Manzini con convinzione.

« Inoltre – aggiunge – affidare a un privato un servizio come quello della Delfini comporterebbe per le casse comunali un 30% di costi in più. Non sembra un grande affare…».

A che punto siamo, quindi? Nei giorni scorsi è arrivata al sindacato una lettera dell’assessore alla Cultura, Andrea Bortolamasi, nella quale si dice che l’Ente sta valutando la situazione. Il 27 aprile l’assessore ha comunicato la possibilità di stabilizzare la figura precaria con più anzianità. Parrebbe che il Comune voglia optare anche per un possibile reinserimento nel piano del fabbisogno di tre figure. Ma nulla è scritto.

«È un passo avanti, ma non basta. Vogliamo il ripristino delle previsioni assunzionali per dare copertura a tutti i precari della Delfini – chiosa Manzini –. Stiamo parlando di vite, speranze, lavoratori che possono essere grandi risorse per Modena. Ed è per questo che meritano un confronto in assemblea. In attesa di risposte, ai cittadini di Modena diciamo: la Delfini è nel cuore di tutti i modenesi. La nostra battaglia, quindi, è anche la vostra. Continuate a farvi sentire».