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Il giallo

Daniela Ruggi, parte la ricerca nella torre

Daniele Montanari
Daniela Ruggi, parte la ricerca nella torre

Arrivati a Vitriola i primi mezzi per rimuovere le macerie. Le travi verranno sollevate dall’alto con lunghi bracci meccanici. Si cercano i resti della 31enne

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MONTEFIORINO. Si avvicina l’ora della verità, o almeno si spera, sul giallo di Daniela Ruggi, la 31enne scomparsa da Vitriola nel settembre 2024 e il cui teschio è stato ritrovato lo scorso 1° gennaio nella torre di Pignone, a poche centinaia di metri dalla sua casa di Vitriola.

Mezzi arrivati

Si è chiuso il bando disposto dalla Procura ed è stata selezionata la ditta che si occuperà della rimozione delle macerie per permettere poi agli inquirenti di cercare all’interno della torre gli altri eventuali resti della ragazza. Resti da cui si spera di capire com’è morta. I lavori sono stati affidati e questo lunedì nella tranquilla mattinata di Vitriola si è riaccesa subito l’attenzione sulla torre quando è stato visto arrivare il primo Manitou, un grosso mezzo con un lungo braccio meccanico che servirà a prelevare dall’alto le travi del tetto crollato. Il secondo Manitou è arrivato ieri mattina, ed è stato posizionato anch’esso alla torre. Con i due mezzi verrà effettuata un’operazione “chirurgica” per asportare dall’alto le travi senza alterare il resto dello scenario all’interno della torre. I mezzi ad alta precisione verranno guidati dagli operatori sotto la direzione dei pm (Marco Niccolini e Laura Galli), dei carabinieri e degli esperti del Labanof di Milano, il laboratorio di antropologia e odontologia forense fondato dalla nota prof Cristina Cattaneo, a cui la Procura si è rivolta per la parte scientifica delle ricerche. È stato allestito anche un deposito attrezzi: si presume infatti che le operazioni di rimozione, particolarmente delicate, dureranno per diversi giorni, forse un paio di settimane, in cui bisognerà mantenere tutta l’attrezzatura lì. Approfittando del secco di questi giorni, i mezzi sono già stati portati alla torre: forse non servirà la costruzione della nuova strada nel campo ipotizzata inizialmente.

Si tratta di mezzi piuttosto costosi, quindi è presumibile che rimangano alla torre lo stretto tempo necessario per le operazioni. Questo fa pensare dunque che l’inizio delle ricerche sia imminente. Ma dipenderà anche dal meteo: la prossima settimana sono previsti diversi giorni di pioggia, che potrebbe ostacolare le operazioni. Comunque, dopo tanta attesa, è chiaro che siamo alla fase operativa.

Torre salva

La certezza è che la Procura, attraverso il bando e l’arrivo di questi mezzi, ha optato per un’operazione conservativa sull’antica torre medievale. Non verrà abbattuta, come ipotizzato inizialmente, quando si parlava di tirare le mura verso l’esterno per farle venire giù senza compromettere lo scenario interno. I bracci telescopici serviranno per sollevare dall’alto le travi con movimenti lenti e precisi (quasi come uno “shanghai”), senza toccare le mura, che in questo modo verranno preservate. Era quello che avevano invocato sia il proprietario della torre, l’imprenditore Alessandro Zecchini, che il sindaco Maurizio Paladini, che aveva sottolineato l’importanza storica di un edificio medievale e sottoposto a tutela.

«A me non hanno detto nulla sulle modalità d’intervento, sono andato su anche domenica ma non c’era nulla – spiega Zecchini – se però come pare la modalità d’intervento sarà conservativa, non posso che esserne contento. E ringrazio per la sensibilità mostrata su una struttura che ha il suo valore storico e affettivo per il territorio. La conservazione delle mura mi permetterà, quando questa storia sarà finita, di procedere a quel restauro della torre che volevo fare da anni».

Le fasi delle operazioni ovviamente verranno calibrate su ciò che emergerà procedendo con le rimozioni. Le travi verranno sicuramente tolte con le gru. Poi bisognerà vedere se queste saranno idonee a rimuovere anche pietre, o se per togliere queste sarà necessario procedere a mano per non correre il rischio di danneggiare i reperti ossei eventualmente presenti sotto. Reperti ma anche vestiti, che verranno poi analizzati al microscopio nei laboratori di Milano.