Gazzetta di Modena

Modena

Il progetto

“Masnà del Ribelle”, un luogo magico nei boschi dell’Appennino all’insegna dell’ospitalità lenta

di Silvia Cornia
“Masnà del Ribelle”, un luogo magico nei boschi dell’Appennino all’insegna dell’ospitalità lenta

La scommessa di Matilde Rossi Ercolani e Marcello Terranova a Ospitale di Fanano: la casa vacanze Ca’ Cecchino è il cuore pulsante del progetto, pronto ad ospitare una lunga serie di eventi

4 MINUTI DI LETTURA





FANANO. C’è un luogo magico dove il tempo smette di correre e torna a respirare. Una realtà concreta incastonata tra il silenzio dell’Appennino: si chiama Masnà del Ribelle e ridurla a semplice struttura sarebbe un errore. È, piuttosto, un atto d’amore, una sfida e una promessa mantenuta. A dare forma a questa realtà sono Matilde Rossi Ercolani e Marcello Terranova, due persone che hanno scelto la montagna non come luogo di evasione, ma come direzione. La loro non è una parentesi, è una scelta di vita consapevole. Il cuore pulsante della Masnà è oggi Ca’ Cecchino a Ospitale di Fanano - un’antica stalla che Matilde e Marcello hanno recentemente recuperato e trasformato in una casa vacanza unica nel suo genere, che incarna a pieno il coraggio del progetto. Non si arriva in auto. Non esistono scorciatoie. Solo un sentiero, da percorrere a piedi. In un’epoca, come questa, ossessionata dall’avere tutto e subito, questa scelta appare controcorrente. Ma è proprio lì che risiede il suo valore.

Il racconto

«Arrivarci significa lasciare il mondo alle spalle», spiega Matilde. Quella che potrebbe sembrare una limitazione diventa un invito. A rallentare, a riconnettersi, a vivere in modo pieno, senza fretta, lontani dal caos cittadino. «Scegliere Ca' Cecchino significa aiutarci a mantenere vivo il nostro progetto. È un modo per diventare custodi di questa bellezza».

La storia della Masnà - oggi spazio per eventi - affonda le radici in un legame profondo con questi luoghi. Per Matilde, l’Appennino è sempre stata una costante: «Qui ho passato ogni estate della mia vita. Era il mio posto del cuore». Poi, ecco che, anni fa, arriva l’incontro decisivo, il colpo di fulmine definitivo: una casa diroccata, nascosta tra gli abeti. Per molti, un rudere senza speranza. Per Matilde e Marcello, una possibilità. Le difficoltà erano evidenti fin dall’inizio: niente strada, niente elettricità, nessuna impresa edile disposta a intervenire. Un progetto che, sulla carta, aveva difficoltà a prendere vita, ma reso possibile dalla sola determinazione. Due muratori in pensione accettano la sfida, ma a una condizione: «Vi insegniamo l’arte del legno e del sasso, ma dovrete lavorare voi».

La prova perciò, non fu solo costruire la casa, ma imparare a farlo. Da quel momento, la Masnà prende forma attraverso sacrifici. Turni di notte e Matilde al lavoro anche durante la gravidanza: «Lei è nata insieme al progetto, tra le mura si sentono ancora le nostre risate giovanili». La visione che ha guidato Matilde e Marcello è un ritorno alla terra. La definiscono “ribellione gentile”: non una fuga dalla realtà, ma una scelta di come abitarla. «Ho imparato a essere una custode, non una proprietaria», racconta Matilde, «recuperare ciò che è stato dimenticato per restituirgli significato». La fatica, per mantenere il luogo, è reale, ma non è intollerabile. «C’è differenza tra lo stress di una vita che non ti appartiene e la stanchezza felice di chi si prende cura di ciò che ama». Il recupero di Ca’ Cecchino non è solo un progetto di ospitalità, ma è il cuore pulsante che permette alla Masnà di vivere.

I progetti

Per la stagione 2026, Marcello e Matilde, hanno programmato una rassegna di eventi: “D’estate l'Appennino”. Le iniziative prendono il via il 16 e il 30 maggio con “Le due lune”: percorso integrato di pratiche sciamaniche e yoga. Il 13 giungo sarà la volta di “Dal crepuscolo canti nudi di mutamento”, il concerto di Barbara Zanoni. Il 20 giungo spazio a “Canti mantra e ispirazioni poetiche nel bosco”, un’esperienza per sciogliere le tensioni e ritrovare la propria essenza. Il 27 giugno: “La magia del bosco di sera”, mentre il 1 agosto: “Hospitale: medioevo alla Masnà”, una giornata di conferenze, spettacoli e bancarelle. Il programma si conclude il 20 settembre con “La magia di inizio autunno nel bosco di Ospitale”, e per alcune date sarà necessaria la prenotazione. Partecipare alla rassegna significa uscire dalla propria zona di comfort e ritrovare il proprio respiro. La Masnà del Ribelle e Ca’ Cecchino si trovano in località Ospitale, è necessario parcheggiare in piazza e proseguire a piedi. Il percorso diventa parte dell'esperienza in una rasserenante calma vitale. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA