“Masnà del Ribelle”, un luogo magico nei boschi dell’Appennino all’insegna dell’ospitalità lenta
La scommessa di Matilde Rossi Ercolani e Marcello Terranova a Ospitale di Fanano: la casa vacanze Ca’ Cecchino è il cuore pulsante del progetto, pronto ad ospitare una lunga serie di eventi
FANANO. C’è un luogo magico dove il tempo smette di correre e torna a respirare. Una realtà concreta incastonata tra il silenzio dell’Appennino: si chiama Masnà del Ribelle e ridurla a semplice struttura sarebbe un errore. È, piuttosto, un atto d’amore, una sfida e una promessa mantenuta. A dare forma a questa realtà sono Matilde Rossi Ercolani e Marcello Terranova, due persone che hanno scelto la montagna non come luogo di evasione, ma come direzione. La loro non è una parentesi, è una scelta di vita consapevole. Il cuore pulsante della Masnà è oggi Ca’ Cecchino a Ospitale di Fanano - un’antica stalla che Matilde e Marcello hanno recentemente recuperato e trasformato in una casa vacanza unica nel suo genere, che incarna a pieno il coraggio del progetto. Non si arriva in auto. Non esistono scorciatoie. Solo un sentiero, da percorrere a piedi. In un’epoca, come questa, ossessionata dall’avere tutto e subito, questa scelta appare controcorrente. Ma è proprio lì che risiede il suo valore.
Il racconto
«Arrivarci significa lasciare il mondo alle spalle», spiega Matilde. Quella che potrebbe sembrare una limitazione diventa un invito. A rallentare, a riconnettersi, a vivere in modo pieno, senza fretta, lontani dal caos cittadino. «Scegliere Ca' Cecchino significa aiutarci a mantenere vivo il nostro progetto. È un modo per diventare custodi di questa bellezza».
La storia della Masnà - oggi spazio per eventi - affonda le radici in un legame profondo con questi luoghi. Per Matilde, l’Appennino è sempre stata una costante: «Qui ho passato ogni estate della mia vita. Era il mio posto del cuore». Poi, ecco che, anni fa, arriva l’incontro decisivo, il colpo di fulmine definitivo: una casa diroccata, nascosta tra gli abeti. Per molti, un rudere senza speranza. Per Matilde e Marcello, una possibilità. Le difficoltà erano evidenti fin dall’inizio: niente strada, niente elettricità, nessuna impresa edile disposta a intervenire. Un progetto che, sulla carta, aveva difficoltà a prendere vita, ma reso possibile dalla sola determinazione. Due muratori in pensione accettano la sfida, ma a una condizione: «Vi insegniamo l’arte del legno e del sasso, ma dovrete lavorare voi».
La prova perciò, non fu solo costruire la casa, ma imparare a farlo. Da quel momento, la Masnà prende forma attraverso sacrifici. Turni di notte e Matilde al lavoro anche durante la gravidanza: «Lei è nata insieme al progetto, tra le mura si sentono ancora le nostre risate giovanili». La visione che ha guidato Matilde e Marcello è un ritorno alla terra. La definiscono “ribellione gentile”: non una fuga dalla realtà, ma una scelta di come abitarla. «Ho imparato a essere una custode, non una proprietaria», racconta Matilde, «recuperare ciò che è stato dimenticato per restituirgli significato». La fatica, per mantenere il luogo, è reale, ma non è intollerabile. «C’è differenza tra lo stress di una vita che non ti appartiene e la stanchezza felice di chi si prende cura di ciò che ama». Il recupero di Ca’ Cecchino non è solo un progetto di ospitalità, ma è il cuore pulsante che permette alla Masnà di vivere.
I progetti
Per la stagione 2026, Marcello e Matilde, hanno programmato una rassegna di eventi: “D’estate l'Appennino”. Le iniziative prendono il via il 16 e il 30 maggio con “Le due lune”: percorso integrato di pratiche sciamaniche e yoga. Il 13 giungo sarà la volta di “Dal crepuscolo canti nudi di mutamento”, il concerto di Barbara Zanoni. Il 20 giungo spazio a “Canti mantra e ispirazioni poetiche nel bosco”, un’esperienza per sciogliere le tensioni e ritrovare la propria essenza. Il 27 giugno: “La magia del bosco di sera”, mentre il 1 agosto: “Hospitale: medioevo alla Masnà”, una giornata di conferenze, spettacoli e bancarelle. Il programma si conclude il 20 settembre con “La magia di inizio autunno nel bosco di Ospitale”, e per alcune date sarà necessaria la prenotazione. Partecipare alla rassegna significa uscire dalla propria zona di comfort e ritrovare il proprio respiro. La Masnà del Ribelle e Ca’ Cecchino si trovano in località Ospitale, è necessario parcheggiare in piazza e proseguire a piedi. Il percorso diventa parte dell'esperienza in una rasserenante calma vitale.
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