Gira per casa col machete davanti a moglie e figlia “sentendo voci”: la polizia lo trova con droga e armi
È accaduto ad Albareto: la donna, allarmata, ha chiamato la polizia. L'uomo, un 44enne già gravato da precedenti, è stato trovato dagli agenti nel mobile della tv: è finito in carcere
MODENA. Girava in casa con un machete in mano, in presenza della moglie e della figlia adolescente, in stato confusionale da alterazione dicendo che “sentiva delle voci”. Sono stati attimi di grande apprensione per la compagna dell’uomo, che temendo per la propria incolumità e quella della ragazza ha chiamato la polizia, subito intervenuta con celerità da codice rosso. È successo martedì sera ad Albareto. L’allarme è scattato verso le 20.30. In base a quanto riferito dalla donna, il compagno aveva cominciato ad aggirarsi per l’appartamento con il machete in mano.
L’intervento della polizia
Gli agenti della Squadra Volante però quando sono arrivati l’hanno trovato nel cassetto del mobile tv: aveva una lama da 40 centimetri. I poliziotti hanno trovato anche molto altro: oltre 61 grammi di droga, tra cocaina, eroina e hashish, già suddivisa in dosi pronte per lo spaccio, 91 compresse di metadone, due bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e 1.670 euro in banconote di vario taglio e una rubrica contenente i numeri di telefono di probabili acquirenti. Nella sua auto poi sono stati trovati un manganello telescopico, una mazza da baseball, un cutter e uno spray al peperoncino. Per l’uomo, un 44enne di origine napoletana, è scattato subito l’arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio, e una denuncia per possesso ingiustificato di armi. È risultato essere già gravato da precedenti.
Davanti al giudice
Questa mattina, assistito dal suo avvocato di fiducia, Elisa Baldaccini, è comparso davanti al giudice per la direttissima. Non ha risposto alle domande del giudice, quindi non s’è capito che intenzioni avesse col machete. Ha detto solo di essere ricaduto suo malgrado nel giro della droga, dopo aver perso il lavoro nel febbraio scorso. Il giudice ha convalidato l’arresto e, ritenendo l’uomo di una certa pericolosità sociale, ne ha disposto la custodia in carcere, in attesa del processo che si terrà il 25 maggio.
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