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Il processo

«Metteva Oki nell’acqua di nostra madre», ma la 63enne accusata dal fratello viene assolta

di Daniele Montanari

	Il tribunale di Modena
Il tribunale di Modena

Secondo il giudice il fatto non sussiste

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MODENA. Avrebbe messo degli antinfiammatori Fans tipo Oki nell’acqua della madre per farla stare male, nell’ambito di una convivenza problematica. Questa la pesante accusa nei confronti di una 63enne, che però ieri (29 aprile) è stata prosciolta dal giudice “perché il fatto non sussiste”.

La convivenza difficile

È una vicenda avvenuta in città, dove la 63enne appunto viveva assieme all’anziana madre. A scoprire le bottiglie con l’Oki dentro è stato l’altro figlio dell’anziana, durante delle visite verso la fine del 2024. Quattro le bottiglie d’acqua ritenute sospette e sequestrate dalla polizia Locale di Modena, a cui il figlio si è rivolto. Secondo l’accusa, la figlia avrebbe messo l’Oki nell’acqua in continuità nel tempo, nell’arco in particolare di due settimane. Questo ha comportato per la 63enne l’accusa di maltrattamenti, legata anche a due episodi di percosse che l’anziana ha riferito agli agenti, uno nel 2021 e l’altro nel 2023. L’anziana non avrebbe voluto denunciare la figlia, ma la Locale ha dovuto procedere d’ufficio. L’avvocato della 63enne, Giulia Galvani, ha chiesto l’abbreviato. È stato discusso ieri mattina: la difesa ha evidenziato che dalle analisi nell’acqua risultava una quantità di Fans molto bassa, e che non c’erano prove che l’anziana l’avesse bevuta. I due episodi di percosse poi sarebbero stati molti lievi. Il giudice ha quindi disposto il proscioglimento.