Righi Riva: «Io strumentalizzato». Ma tutti vogliono le dimissioni
Il consigliere comunale di Formigine dopo l’ennesima polemica sulle sue parole. Ma la condanna resta unanime
FORMIGINE. «Desidero chiarire con nettezza che dalle mie parole espresse in Consiglio comunale non emerge alcuna opposizione totale o irragionevole ai diritti umani, bensì la convinzione che essi vadano inseriti in una gerarchia di valori che tenga conto, in primo luogo, degli interessi vitali della comunità nazionale e del bene comune del nostro popolo».
La replica
Così replica il consigliere comunale Costantino Righi Riva dopo la bufera che con il suo discorso, ha scatenato per la terza volta in Consiglio a Formigine martedì sera. Il consigliere, contrario ad una mozione - approvata all’unanimità - che vedrà il posizionamento di una bacheca all’ingresso del municipio contenente la Dichiarazione dei Diritti Universali Onu, aveva definito i diritti umani, «un’arma ideologica distruttiva», provocando l’abbandono dell’aula da parte di tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione e ferme parole di condanna da parte di tutti, in particolare dalla prima cittadina. «Contesto fermamente l’interpretazione distorta e strumentale che il sindaco di Formigine ha voluto dare alle mie affermazioni - aggiunge Righi Riva- presentandole come un generico rifiuto dei diritti umani. Si tratta di una palese forzatura del loro significato. Bilanciare i diritti non significa annullarli o negarli, ma riconoscerne l’esistenza all’interno di un ordine di priorità ragionevole. Ciò non implica politiche di esclusione indiscriminata né tanto meno l’adozione di atteggiamenti di odio».
L’indignazione del Consiglio
Intanto tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio a Formigine hanno espresso con fermezza e unanimità «la propria netta presa di distanza dalle inaccettabili e volgari affermazioni pronunciate dal consigliere Righi Riva. Tali affermazioni, purtroppo già ascoltate in forme simili sempre dallo stesso consigliere - puntualizzano- per la loro gravità e volgarità, hanno indotto i sottoscritti gruppi consiliari a manifestare il proprio totale e assoluto disaccordo, fino a determinare l’abbandono dell’aula. Le parole ascoltate rappresentano non soltanto una grave offesa alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e ai principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica italiana, ma anche un’inaccettabile mancanza di rispetto verso l’istituzione consiliare nel suo complesso. Inoltre - continuano - appare particolarmente ipocrita che tali affermazioni siano state espresse proprio da chi stava esercitando i diritti e le libertà garantite dalla Costituzione e dalle carte internazionali sui diritti umani. Le espressioni utilizzate - concludono- non possono in alcun modo rappresentare i cittadini di Formigine, che da sempre partecipano con grande sensibilità e numerosa presenza alle iniziative promosse dall’Amministrazione sui temi sociali e sui diritti fondamentali. Le forze politiche firmatarie ritengono che comportamenti e linguaggi di questo tipo siano incompatibili con il ruolo e la dignità dell’istituzione consiliare».
Il segretario Pd
Duro infine anche il commento del segretario del Pd modenese Massimo Paradisi che si associa alla richiesta di dimissioni di Riva avanzata mercoledì dalla consigliera Maria Costi: «Ci uniamo alla richiesta di dimissioni per manifesta incapacità di ricoprire il ruolo a cui è chiamato e per le continue mancanze di rispetto dell’istituzione che sarebbe chiamato a rappresentare».
