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Caso Nicole Minetti, Carlo Giovanardi: «Si trascura il benessere del bambino»


	Carlo Giovanardi e Nicole Minetti
Carlo Giovanardi e Nicole Minetti

L’intervento dell’onorevole sulla bufera legata alla grazia concessa dal presidente della Repubblica all’ex consigliera regionale della Lombardia, condannata a 3 anni e 11 mesi di reclusione nel processo Ruby bis: «Il bimbo dovrebbe essere la priorità, i media ne tengano conto»

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MODENA. L’onorevole Carlo Giovanardi interviene sul caso Nicole Minetti. L’ex politica italiana, che era stata condannata a 3 anni e 11 mesi di reclusione per il reato di favoreggiamento alla prostituzione (processo Ruby bis), ha ricevuto la grazia da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a febbraio 2026 a causa della disabilità del figlio adottivo.

La vicenda

Tuttavia, come noto, una recente inchiesta da Il Fatto Quotidiano ha messo in dubbio le modalità che hanno portato all’adozione, tanto che il Quirinale ha richiesto chiarimenti al ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio, che aveva espresso parere favorevole all'istruttoria. L’ipotesi è che il Quirinale possa essere stato indotto in errore da informazioni non veritiere riguardo all’adozione e alle condizioni del minore in Uruguay, Paese del quale il piccolo è originario.

L’intervento

«Avendo avuto a suo tempo nel governo italiano la presidenza della commissioni per le adozioni internazionali - afferma Giovardi - e la delega alle adozioni internazionali, so bene che il principio del “superiore interesse del minore” è il perno fondamentale del diritto minorile, sancito dall'articolo 3 della convenzione Onu di New York (1989) secondo cui ogni adozione deve privilegiare il benessere psicofisico e lo sviluppo del bambino», dichiara l’ex senatore.
«Purtroppo mi sembra chiaro - continua l’onorevole Giovanardi - che questo principio sia stato clamorosamente violato dalla canea mediatica sollevata dalla critica del giornale Il Fatto Quotidiano ad una decisione del presidente della Repubblica che aveva proprio questo obiettivo. C’è soltanto da sperare che il tutto si chiuda al più presto per non dare ulteriori danni al minore, sicuramente l’unico che in questa vicenda non ha nessuna responsabilità», conclude Giovanardi.

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