Trovati i resti del sanfeliciano Giuseppe Marchesi, scomparso in Sardegna a settembre
Il 77enne, nato nella Bassa, era residente nel Reggiano. Si era trasferito da poche settimane a Iglesias con la famiglia, poi la tragedia
SAN FELICE. È stato cercato per due settimane e poi, per mesi, non si è saputo più nulla. Giuseppe Marchesi, 77enne nato a San Felice Sul Panaro e residente a Scandiano, nel Reggiano, e scomparso l’8 settembre scorso in Sardegna, dove si era trasferito da pochi giorni con la moglie Mariana, la figlia Loredana e la nipote Jennifer, è morto. I suoi resti erano stati trovati il 19 febbraio in una zona isolata vicino all’ex miniera di Monteponi, a Iglesias, non lontano dal luogo dove per giorni era stato cercato. All’epoca, però, non c’era la certezza che si trattasse di lui, anche perché nella zona era scomparsa un’altra persona. La conferma è arrivata soltanto con l’analisi del Dna.
La famiglia
A comunicare la notizia è stata la figlia Loredana. «Volevo ringraziare tutte le associazioni “Missing People Sardinia”, “Macchia Monteponi”, “Soccorso Iglesias Volontariato”, tutte le forze dell’ordine che si sono impegnate nelle ricerche e il Comune di Iglesias per averci aiutato nelle ricerche di mio padre e per il supporto morale in questo periodo difficile che ha colpito la mia famiglia». I funerali si svolgeranno il 3 maggio a Iglesias.
Chi era Marchesi
Marchesi, nato a San Felice sul Panaro, aveva lavorato per quasi 35 anni al macello Gmp di Scandiano come magazziniere. I colleghi lo ricordano come una persona gentile, un grande lavoratore. In estate era stato sfrattato e si era trasferito con la moglie e la figlia a Iglesias, in Sardegna. Al macello Gmp di Scandiano, dove aveva lavorato per circa 35 anni come magazziniere, Giuseppe Marchesi era una presenza abituale anche dopo la pensione. Passava spesso la mattina e il pomeriggio, prendeva un caffè e si fermava a parlare con gli ex colleghi. Quando non si era più visto, in molti si erano preoccupati. Solo in seguito, attraverso alcuni vicini di casa, avevano saputo del trasferimento in Sardegna insieme alla famiglia. La notizia aveva sorpreso chi lo conosceva.
Gli anni della pensione
Negli ultimi anni aveva attraversato anche alcune difficoltà economiche. Nonostante questo, chi lo frequentava racconta che fosse sempre lucido, incline alla battuta e con una memoria precisa degli anni trascorsi in macello. L’uomo era un grande camminatore e a Scandiano non era raro incontrarlo. L’8 settembre era uscito di casa, in Sardegna, facendo perdere le proprie tracce. «È uscito nel pomeriggio senza farsi vedere da mia nonna - aveva raccontato la nipote Jennifer a “Chi l’ha visto?” - io e mia mamma eravamo fuori casa. Mio nonno pensava che mia nonna stesse riposando ed è uscito senza farsi sentire, in ciabatte, tuta e senza portafoglio».
Le ricerche
Il Comune di Iglesias aveva diffuso l’avviso della scomparsa attraverso i canali ufficiali. Il coordinamento delle ricerche era stato affidato alla Prefettura di Cagliari, che aveva coinvolto il Soccorso Alpino e Speleologico. Il campo base era stato allestito al complesso minerario di Monteponi. Sul terreno erano stati impegnati decine di tecnici delle stazioni di Medio Campidano, Cagliari e Iglesias, affiancati da due operatori specializzati nell’uso dei droni, unità cinofile e attrezzature tecnologiche. Alle operazioni avevano partecipato anche vigili del fuoco, carabinieri, polizia locale, i cinofili dell’associazione Shardana e i volontari di Soccorso Iglesias.
Il ritrovamento
Marchesi è stato trovato vicino alla miniera dismessa di Monteponi, a meno di quattro chilometri di strada dal centro di Iglesias dove viveva. «La zona in cui è scomparso è molto difficile da battere: un’ex area mineraria, anche pericolosa - racconta alla Gazzetta di Reggio Fernando Nonnis, presidente di Soccorso Iglesias - abbiamo perlustrato più volte le aree segnalate, in particolare proprio quella zona». Secondo alcune voci circolate a Iglesias, l’uomo sarebbe stato trovato in mezzo ai cespugli da alcune persone che stavano cercando asparagi. Dopo il ritrovamento dei resti, però, non ci sono state comunicazioni ufficiali. È stata aperta un’indagine e i resti sono stati analizzati al presidio ospedaliero di Iglesias. Il primo maggio la figlia ha annunciato la morte del padre e la data dei funerali.
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