Gazzetta di Modena

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L’episodio choc

Castelfranco, il racconto di una padre: «I miei figli accerchiati e derubati, li ho protetti dal branco al parco»

di Mattia Vernelli

	Al parco Marktredwitz
Al parco Marktredwitz

L’episodio: «Hanno rotto il sopracciglio a un ragazzo»

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CASTELFRANCO. «I miei figli sono stati avvicinati da una banda di ragazzi minorenni. Sono stati minacciati, un loro amico è stato anche aggredito. Sono dovuto scendere in strada per proteggerli». Il racconto è di un cittadino di Castelfranco.

L’episodio 

Domenica sera (3 maggio), intorno alle 22.30, ha ricevuto una chiamata. «Era mia figlia. “Papà, mi è sparita la borsa. Me l’hanno rubata”. Era le parco Marktredwitz, poco distante da casa nostra, insieme all’altro mio figlio e amici. Quando sono arrivato mi hanno raccontato tutto. Un gruppo di giovani si era avvicinato a loro con fare aggressivo. Erano ubriachi, hanno iniziato a offenderli e a fare i prepotenti. C’è stata una colluttazione in cui un ragazzo, amico di mia figlia, è stato aggredito. Con un pugno gli hanno rotto il sopracciglio. Poi se ne sono andati, la borsa di mia figlia era sparita. A quel punto mi ha chiamato. Era chiaro che fossero stati loro».

Il padre interviene

Il padre scende in strada per difendere i ragazzi, tutti minorenni. «Ho provato a parlare loro in maniera pacifica, dicendo che volevamo solo i documenti, e che potevano tenersi i soldi. Hanno confabulato un po’, incolpandosi a vicenda. Alcuni barcollavano, altri continuavano a essere aggressivi. Sono rimasto lì più di un’ora, poi abbiamo lasciato perdere, avevano fatto sparire la borsa e non c’erano più speranze. Il giorno dopo abbiamo fatto denuncia ai carabinieri di Castelfranco, e sui social ho visto l’annuncio di una persona che aveva trovato la borsa. L’ho recuperata, ma l’avevano svuotata».

Il secondo episodio

Proprio il giorno della denuncia va in scena un altro episodio simile: «Ho detto a mia figlia di non andare più al parco Marktredwitz - continua il padre - così ha passato il pomeriggio insieme a un’amica a Ca’ Ranuzza. Ebbene, mentre era su una panchina, ha sentito degli schiamazzi. Era lo stesso gruppo della sera prima, la solita banda. Stavano litigando tra di loro, disseminando panico in tutto il parco. Mia figlia è scappata, ma purtroppo ora ha l’incubo di incontrare questa banda. È conosciuta a Castelfranco, è composta da soli minorenni, aggressivi e prepotenti. Spero che la denuncia possa contribuire a fermarli», conclude l’uomo.