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Il caso

Minaccia il marito con un coltello e lo prende a ombrellate: episodio da codice rosso “al contrario” a Spilamberto

di Daniele Montanari

	Il tribunale di Modena
Il tribunale di Modena

La donna di 54 anni è finita in tribunale: è accusata di gravissima aggressione nei confronti del coniuge

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SPILAMBERTO. A processo per minacce e lesioni sul coniuge. La cronaca purtroppo si trova a raccontare con una certa frequenza casi del genere, ai danni delle donne. Ma può accadere anche il contrario: che sia l’uomo la vittima, e la donna la picchiatrice. Se n’è avuta prova ieri (5 maggio) in tribunale a Modena, dove è stata rinviata a giudizio una 54enne del Bangladesh con l’accusa di aver compiuto una gravissima aggressione nei confronti del marito, un connazionale cinquantenne.

Ombrello e coltello

L’episodio è accaduto il 4 aprile 2025 a Spilamberto, nell’abitazione dei due. È successo che è scoppiata un’accesa discussione nella coppia, si sospetta – ma andrà chiarito in dibattimento – per questioni di gelosia. In preda all’ira, la donna avrebbe preso un ombrello utilizzandolo per sferrare diversi colpi al marito. Poi avrebbe anche afferrato un coltello minacciandolo di morte. Per le ombrellate, l’uomo ha fatto accesso al Pronto soccorso, da dove è stato dimesso con tre giorni di prognosi, per lesioni in particolare a una mano.

La denuncia

Lui è scappato di casa ed è andato a denunciare la moglie dai carabinieri. Ha parlato dell’episodio inquadrandolo in un più ampio periodo di conflitto all’interno della coppia, di cui lui avrebbe fatto le spese. È scattata quindi nei confronti della donna una denuncia per lesioni, minacce e maltrattamenti in famiglia. Una denuncia che è stata raccolta dalla Procura con la celerità del codice rosso, solo che in questo caso non era la donna ma l’uomo la vittima. Il giudice però non ha ritenuto di applicare misure cautelari nei confronti di lei.

Il processo

Ieri – 5 maggio - la vicenda è stata affrontata in tribunale. Il precedente avvocato della donna ha rinunciato al mandato, la difesa è stata dunque affidata a un legale d’ufficio, Marco Tarantini, che però non ha mai avuto modo di parlare con lei per chiarire bene i contorni dell’aggressione contestata. Il legale però ieri davanti al giudice ha evidenziato che sotto la lente c’è un episodio solo in contestazione, quindi viene a mancare la continuità nel tempo che inquadra il reato di maltrattamenti. Il giudice ha convenuto, e ha rinviato a giudizio la donna solo per lesioni e minacce. Il processo inizierà a ottobre. Il marito non si è costituito parte civile. «Speriamo in dibattimento di riuscire a inquadrare bene il fatto nella sua genesi» nota l’avvocato.


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