Jasmeen Kaur premiata come Alfiere al Quirinale «Un onore i complimenti di Mattarella»
La studentessa del liceo Fanti di Carpi con la passione per la poesia ha ricevuto il riconoscimento il 7 maggio
CARPI «Il fatto che le mie poesie, qualcosa di così personale e profondo, siano piaciute al presidente Sergio Mattarella è stato un onore incredibile, una grande soddisfazione». Al Quirinale, tra i 28 giovani che ieri mattina hanno ricevuto gli attestati d'onore di nuovi Alfieri della Repubblica, c'era anche Jasmeen Kaur, studentessa sedicenne del liceo delle Scienze umane a indirizzo economico-sociale del Fanti di Carpi, scelta «per essere riuscita, attraverso la poesia, a interpretare ed esprimere i pensieri dei ragazzi della sua età, creando spazi di introspezione e di confronto».
La motivazione
La motivazione del riconoscimento, consegnata da Sergio Mattarella, si riferisce alle parole della ragazza, stimolata da una passione che la porta a fare della scrittura il suo modo di esprimersi. Lo scorso anno Jasmeen ha partecipato al premio letterario nazionale “Chiaramonte Gulfi – Premio Sygla”, arrivando prima in classifica e ricevendo dagli organizzatori del concorso il suggerimento di candidarsi come Alfiere. Nata il 1° giugno 2009 in India, si è trasferita in Italia quando aveva 4 anni e vive a Fabbrico, nel Reggiano. Poche ore dopo la cerimonia ha ricordato gli attimi di emozione vissuti accanto al presidente, il momento in cui ha conosciuto l'ansia della felicità, quando era seduta in prima fila. Un'esperienza che Jasmeen ha condiviso con i suoi familiari e gli amici arrivati a Roma insieme a lei. Ha citato i nomi dei ragazzi con cui ha parlato e scambiato le congratulazioni, tutti selezionati per essersi distinti grazie a comportamenti ispirati al senso civico, all'altruismo e alla solidarietà. C'è chi ha trasformato un'apecar in un veicolo solidale, chi ha salvato il proprio compagno dal soffocamento grazie alle manovre di primo soccorso, chi porta il proprio sostegno nelle corsie della terapia intensiva neonatale o chi ha creato un'app per ridurre gli sprechi alimentari. «Non ci eravamo mai visti prima, ma ricevere questo riconoscimento comune ci ha permesso di entrare subito in confidenza».
Alfiere della Repubblica
Diventare Alfiere ha significato comprendere fino in fondo il valore della condivisione: «Mi piace il pensiero di essere ascoltata grazie ai miei versi e di riuscire ad abbracciare qualcuno che prova le mie stesse esperienze». Il suo amore per cercare di trasformare in parole ciò che vede «è sempre stato solo un hobby. Mi viene naturale, è un atto spontaneo e molto genuino. Il fatto che sia stato riconosciuto in questo modo mi fa capire che è qualcosa di speciale che devo custodire», ha aggiunto. «Non siete eccezioni, non siete “stranezze” nella realtà sociale. I giovani coltivano tanti valori positivi e molta voglia di costruire». Ad affermarlo è stato il capo dello Stato, intervenendo durante la cerimonia e sottolineando il loro impegno nel sostenere un'intuizione, un desiderio di creare qualcosa di nuovo e importante. Raccontare le loro storie, accomunate dal tema “sperimentare e comunicare solidarietà”, vuol dire portare un momento di speranza.L'augurio rivolto ai nuovi Alfieri è stato quello di diventare protagonisti del futuro, senza limitarsi a seguire strade già conosciute, e di fare ciò che la giovinezza stimola, ossia tessere relazioni, perché «il progresso e lo sviluppo vengono abitualmente valutati in base a parametri economici. Non è così: è un errore. Il benessere dipende da tanti fattori. Anche dall'amicizia che c'è tra le persone».
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