Gazzetta di Modena

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Il lutto

Se n’è andato Gilberto Giorgini, storico ristoratore di Zocca e amico di Vasco


	Gilberto Giorgini con Vasco Rossi
Gilberto Giorgini con Vasco Rossi

Morto a 81 anni il titolare del ristorante albergo Verucchia, aperto dai suoi genitori nel 1928, celebre per i suoi tortellini e per i piatti della tradizione fatti conoscere a tanti turisti e villeggianti

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ZOCCA. Non ha mollato fino all’ultimo e si è spento lì, dove era nato e cresciuto, dove ha servito quintali di tortellini e di altre bontà tipiche della tradizione montanara. Gilberto Giorgini, 81 anni, si è spento ieri mattina (6 maggio) tra le mura del suo ristorante albergo Verucchia, un’istituzione per Zocca e non solo, capace di diventare un punto di riferimento dove la tradizione è stata cullata e ha potuto farsi conoscere anche a tanti turisti e villeggianti. A Zocca i tortellini del suo ristorante sono “i tortellini di Verucchia”. Diversi, speciali. Insomma, i più buoni. Lui sempre presente: look impeccabile, camicia, barba lunga curata e capello all’indietro. Lo conoscevano tutti.

L’amicizia con Vasco Rossi

«Mio marito era una persona speciale - racconta la moglie Nilvana, con lui fino all’ultimo respiro - anche adesso che era malato pensava solo al suo ristorante, era la sua vita. Nonostante la malattia continuava ad essere presente, la sua passione era inscalfibile». Tra i clienti anche un certo Vasco Rossi, «che era prima di tutto un amico – continua la moglie – Si conobbero in discoteca, la sala da ballo che abbiamo gestito fino a qualche decina di anni fa, prima di dedicarci solo al ristorante e all’hotel. Da lì in poi sono rimasti amici e Vasco passa sempre di qua ogni estate a salutare prima di andare a casa. Lui e la moglie Laura ci hanno già fatto le condoglianze, erano davvero legati a Gilberto».

La storia dell’hotel ristorante

Giorgini era al timone da oltre cinquant’anni, ma il ristorante affonda le radici molto prima, al 1928: furono proprio i genitori di Gilberto ad accendere il primo fornello. Poi nel 1959 fu la volta dell’hotel, ancora oggi frequentato da una storica clientela legata a Giorgini e quel clima amichevole e familiare. Una storia di famiglia che va avanti da quasi cento anni e continuerà a farlo, con un unico imperativo: portare avanti una tradizione autentica e genuina. «Siamo rimasti al suo fianco in ogni momento in questi ultimi due anni difficili, segnati dalla malattia: io, le mie figlie Marina e Raffella, il genero Kowit. Gilberto voleva rimanere qui, non poteva staccarsi dal suo locale. Era la sua vita», conclude la moglie Nilvana. Il ricordo di Giorgini si può racchiudere in un messaggio che capeggia sul sito del ristorante Verucchia. «Chiunque è in grado di rovinare i prodotti migliori, nessuno è capace di rendere buone le schifezze. Questo è ciò che hanno sempre sostenuto nonna Savina e mamma Alda, capostipiti delle cuoche di famiglia. Fatto proprio questo pensiero, prima papà Marino, poi il sottoscritto, hanno sempre provveduto alla ricerca sul mercato dei prodotti migliori, non limitandosi agli acquisti facilmente reperibili».

I funerali si terranno alle 15 di domani, venerdì 8 maggio, presso la chiesa parrocchiale di Rosola.

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