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Nicola Gratteri cittadino onorario di Castelfranco: «Una scelta che vale tanto»

di Redazione Modena
Nicola Gratteri cittadino onorario di Castelfranco: «Una scelta che vale tanto»

La cerimonia con il procuratore capo di Napoli al teatro Dadà. Il sindaco Gianni Gargano: «La legalità ha la forza silenziosa della bellezza»

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CASTELFRANCO. Si è svolta oggi pomeriggio (sabato 9 maggio), al teatro Dadà di Castelfranco, la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al dottor Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli e figura di riferimento nazionale nella lotta alla criminalità organizzata. La data scelta non è casuale: il 9 maggio è la Festa dell’Europa, ma è anche il giorno in cui si omaggiano Aldo Moro e Peppino Impastato. L’occasione ha rappresentato anche un momento di confronto, insieme allo scrittore Antonio Nicaso, per presentare il loro ultimo libro, “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità” e discutere dei principali temi di attualità.

L’intervento del primo cittadino

Nel suo discorso, il sindaco Giovanni Gargano ha sottolineato come il conferimento, votato dal Consiglio comunale lo scorso aprile, rappresenti «una dichiarazione di campo. Conferire la cittadinanza onoraria al dottor Gratteri è la scelta consapevole di stare dalla parte di chi ogni giorno sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Dalla parte di chi sa che la giustizia non è una parola scritta nei libri, ma una strada da percorrere, spesso in salita, da vivere e far vivere».

Il sindaco ha ripercorso il legame concreto costruito negli anni tra Gratteri e la comunità castelfranchese: «Uno dei pochi legami che nascono dagli incontri. Dal tempo che si decide di dedicare agli altri, soprattutto ai più giovani. Lei, procuratore, questo tempo lo ha trovato per tutti noi».

Un esempio di una legalità che «ha il volto dell’umiltà, il linguaggio della gentilezza, la forza silenziosa della bellezza quotidiana delle piccole cose».

Il commento di Gratteri

A consegna ricevuta, Gratteri ha espresso parole di apprezzamento: «Questa cittadinanza onoraria - ha detto - vale molto perché cade in un periodo molto intenso. Arriva dopo mesi di tensione e di stress, e so bene che anche per voi non è stata una passeggiata arrivarci. Finché fai il tuo lavoro in silenzio, sei utile, sei trasversale, sei apprezzato. Ma quando prendi posizione su qualcosa di importante e divisivo come il referendum, una parte dell’opinione pubblica comincia a guardarti in modo diverso. Perché hai osato rompere il giocattolo. Era un referendum dato per stravinto, e invece è accaduto qualcosa che in molti non si aspettavano. Quelle tensioni non sono ancora sopite, e me lo stanno facendo pesare. Sono convinto di quello che ho fatto. Rifarei tutto. Ed è proprio per questo che oggi sento ancora di più il valore e la bellezza di questo riconoscimento».

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