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L’operazione

15mila biglietti di concerti e partite rivenduti a prezzi gonfiati: marito e moglie bagarini scoperti dalla GdF, evaso 1 milione di euro


	La Guardia di Finanza ha incastrato marito e moglie bagarini
La Guardia di Finanza ha incastrato marito e moglie bagarini

Una coppia di coniugi residente a Modena ha utilizzato 166 account di posta elettronica con identità false per eludere i limiti di acquisto imposti dai canali di vendita ufficiali, generando circa 2 milioni di euro di ricavi tramite il “secondary ticketing”

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MODENA. Ben 15mila biglietti di concerti e partite acquistati e rivenduti a prezzi gonfiati: marito e moglie “bagarini digitali” sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Modena in un’indagine sul fenomeno del cosiddetto “secondary ticketing” nel settore degli eventi sportivi e musicali, individuando proventi complessivi realizzati dalla coppia per circa 2 milioni di euro e redditi sottratti a tassazione per circa 1 milione di euro.

Gli account falsi e la rivendita

L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, ha preso avvio da un’analisi di rischio denominata “Follow the Ticket”, sviluppata dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza. Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire un articolato sistema di acquisto e rivendita di titoli di accesso a eventi tramite piattaforme online ufficiali. Secondo quanto emerso, i due coniugi residenti a Modena avrebbero utilizzato in modo fraudolento 166 account di posta elettronica, riconducibili in larga parte a identità fittizie, per eludere i limiti di acquisto imposti dai canali di vendita ufficiali. In questo modo sarebbero riusciti ad acquistare oltre 15mila biglietti relativi a circa 500 eventi tra concerti e partite di calcio, poi rivenduti a prezzi maggiorati sul mercato secondario.

Due milioni di ricavi, un milione evaso

L’attività, svolta in modo sistematico dal 2020 al 2025, avrebbe generato un significativo volume di affari (2 milioni di euro di ricavi) e un margine illecito derivante dalla differenza tra prezzo nominale e prezzo di rivendita, pari a 1 milione di euro. Oltre al recupero a tassazione delle somme, la posizione dei due soggetti è stata segnalata anche all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per gli eventuali profili sanzionatori amministrativi previsti dalla normativa sul contrasto al secondary ticketing.

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