Torna l’incubo lupi a Verica: sbranate otto pecore al pascolo
Pavullo. Il proprietario: «Spese folli per le recinzioni, ma non bastano»
PAVULLO È tornato l’incubo lupi all’azienda agricola Casa Capuzzola di Verica.
Tra venerdì e sabato – probabilmente nella notte, ma non c’è ancora certezza – sono state sbranate 8 delle 50 pecore dell’allevamento di Dino Mazzini che da 15 anni ormai lotta contro le predazioni dei lupi, proseguendo l’attività anche al prezzo di recinzioni sempre più sofisticate e costose. Ma che evidentemente non bastano più. Grazie ad esse, dal 2019 al 2024 era riuscito a proteggere i suoi animali. La sfida sembrava vinta. Ma poi nel 2024 ha avuto una strage di 28 pecore. Adesso altre otto.
Il racconto
«Me ne sono accorto sabato pomeriggio – racconta – quattro pecore giacevano morte nel campo e altre quattro le ho trovate nel boschetto che si trova a una cinquantina di metri dalla stalla. Sono state attaccate tutte alla gola, quindi non ci sono dubbi sul fatto che siano stati lupi, anche se non so dire quanti. Quattro pecore erano completamente divorate. Di sicuro sono tornati la notte successiva: una carcassa è stata finita in due momenti, un’altra l’ho trovata spostata».
A rendere ancora più inquietante l’accaduto è il fatto che non è stato trovato finora il punto della recinzione dove si sono introdotti: «Nel 2024 mi accorsi del punto dove erano entrati: la rete era stata rotta dagli istrici e loro erano passati di lì. Stavolta non ne ho ancora idea: con il veterinario, che ha avuto una disponibilità eccezionale, abbiamo controllato 4 km di recinzione e non abbiamo trovato rotture. Abbiamo passato in rassegna il 90% dei punti più a rischio, ma niente. Non voglio pensare – nota Mazzini – che i lupi adesso passino anche dove la rete è elettrificata: a quel punto non ci sarebbe più modo di contenerli, non saprei davvero più come fare».
Azienda grass-fed
L’azienda di Mazzini è grass-fed: pecore e mucche sono nutrite solo con erba, senza mangimi, e il pascolo è dunque fondamentale. «Ho speso più di 30mila euro per una recinzione anti-lupo, quando una normale mi sarebbe costata 10mila – sottolinea – e questo per proteggere una piccola attività, non ho il bilancio delle grandi aziende. Non so più che fare. Se non dire che il lupo confidente, che non ha più paura dell’uomo, va eliminato. Va tenuto quello che resta nei boschi. In Africa nessuno tiene i leoni dietro casa».
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