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La battaglia legale

«Ha convinto il compagno malato a firmare assegni fino a 100mila euro»: donna 77enne a processo

«Ha convinto il compagno malato a firmare assegni fino a 100mila euro»: donna 77enne a processo

Per l’accusa, avrebbe approfittato delle condizioni di fragilità fisiche e mentali del convivente, oltre a maltrattarlo

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MODENA. È finita a processo con l’accusa di avere indotto il compagno, affetto da deficit fisici e mentali, a firmare assegni in suo favore per oltre centomila euro. Un’accusa pesante, alla quale si aggiunge quella di maltrattamenti nei confronti dell’uomo.

I fatti

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2020 e il 2021. Secondo la procura, la donna, 77 anni, avrebbe approfittato delle condizioni di fragilità del convivente – deceduto ormai da tempo – , che dal 2019 presentava un deficit cognitivo con difficoltà di attenzione e memoria a breve termine. In questo contesto lo avrebbe indotto, tra gennaio e maggio 2020, a firmare assegni per un totale di 9mila euro. Nel novembre dello stesso anno, sempre secondo l’accusa, l’uomo avrebbe poi sottoscritto un ulteriore assegno, intestato alla compagna, dell’importo di 108mila euro. Tra gli episodi al centro del procedimento figura anche il passaggio di proprietà di un’auto, avvenuto nel luglio 2021. Ieri in tribunale a Modena si è tenuta una nuova udienza del processo. Davanti al giudice sono stati ascoltati diversi testimoni, chiamati a ricostruire i rapporti all’interno della coppia e le circostanze che hanno portato alla denuncia. A fare partire le indagini erano stati i figli dell’uomo, dopo essersi accorti di movimenti di denaro dal conto del padre verso quello della compagna.

L’accusa

Alla donna viene contestato anche di avere sottoposto il convivente a condotte abituali di maltrattamento, con schiaffi, urla e offese, anche alla presenza di altre persone. L’accusa sostiene inoltre che l’uomo fosse costretto ad adeguarsi agli orari della compagna perché non avrebbe avuto a disposizione le chiavi di casa. Si parla anche di minacce, tra cui la frase: «Ti ammazzo, la pagherai». La difesa, affidata all’avvocato Gianfranco Balugani, respinge la ricostruzione accusatoria. Secondo la linea difensiva, il denaro sarebbe stato consegnato alla donna con consapevolezza dall’uomo, nell’ambito di un rapporto di convivenza che durava da molti anni. 

 

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