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Il sondaggio

Modena città sicura? Le zone rosse migliorano la percezione, ma le imprese si sentono in trincea

di Paola Ducci
Modena città sicura? Le zone rosse migliorano la percezione, ma le imprese si sentono in trincea

Il sondaggio realizzato da Confcommercio Modena insieme al sindacato dei lavoratori di polizia Siulp dice che il 54% degli imprenditori ha paura (un anno fa era il 78%): «Manca la certezza della pena»

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MODENA. Secondo l’indagine promossa da Confcommercio Modena insieme al Siulp (Sindacato Italiano unitario lavoratori polizia) Modena, in occasione della Giornata della Legalità, il 54% degli imprenditori intervistati ritiene che la sicurezza sul territorio sia peggiorata nell’ultimo anno. Un dato ancora elevato, ma in netto calo rispetto al 78% registrato nel 2025. Rimane però di fatto alta, tra gli imprenditori della nostra provincia, la percezione di insicurezza, con particolare riferimento a furti, presenza di malintenzionati, situazioni di sporcizia e degrado, danneggiamenti e violenze. Gran parte delle imprese continua a pensare che certezza della pena, leggi più severe in particolare per reati predatori e violenze, una ancora più incisiva protezione sul territorio da parte dei tutori deII’ordine e più illuminazione siano leve fondamentali per aumentare i livelli di sicurezza delle nostre città. Molto alta rimane comunque la fiducia nelle forze dell’ordine, ma la grandissima parte del campione giudica insufficienti l’azione della magistratura, così come l’efficacia delle leggi vigenti.

Le risposte al sondaggio

La ricerca è stata condotta su 280 attività della provincia che comprendono imprenditori del commercio, turismo, pubblici esercizi, servizi, artigianato e trasporti, tra i quali il 50% appartiene alla realtà cittadina. Ma veniamo al dettaglio. Tra gli elementi che emergono con maggiore forza c’è il riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi mesi sul fronte del presidio del territorio. Una parte degli intervistati attribuisce infatti il miglioramento percepito a una maggiore presenza delle forze dell’ordine e, per quanto riguarda la città di Modena, alle “Zone Rosse” introdotte dalla Prefettura.
Le criticità segnalate dalle imprese cambiano in parte rispetto agli anni precedenti. Dall’indagine scompare quasi completamente il tema delle baby gang, mentre aumentano le segnalazioni relative alla presenza di malintenzionati (46%), danneggiamenti e violenze (39%), sporcizia e degrado urbano (37%), negozi sfitti (33%) e spaccio di droga (25%).
Quanto ai reati considerati in maggiore crescita, i furti restano al primo posto: lo sostiene il 53% del campione. Seguono gli atti vandalici e i danneggiamenti a esercizi commerciali e beni pubblici (46%), quindi violenze e aggressioni (38%) e abusivismo commerciale (34%).
Molto alta rimane la fiducia verso le forze dell’ordine: il 92% degli imprenditori esprime un giudizio positivo sul loro operato. Non a caso, la richiesta più frequente riguarda un rafforzamento del presidio sul territorio, indicato come priorità dall’84% degli intervistati insieme alla certezza della pena, ritenuta fondamentale dal 77%.
Sul fronte della prevenzione, quasi tre imprese su quattro dichiarano di aver installato sistemi di allarme o videosorveglianza; il 47% ha stipulato assicurazioni contro furti o danneggiamenti, mentre una quota minore ha fatto ricorso a vigilanza privata o denunciato episodi alle forze dell’ordine.
Molto più severo il giudizio nei confronti della magistratura e dell’efficacia delle norme attuali. L’86% degli intervistati considera insufficiente l’azione giudiziaria nel garantire la punizione dei reati, mentre circa l’85% si dice favorevole a un inasprimento delle pene.
Un ultimo elemento significativo riguarda la percezione della sicurezza in periferia: Tra gli imprenditori intervistati c’è chi ritiene che la sua bassa percezione sia dovuta anche al fenomeno di degrado che purtroppo colpisce soprattutto le aree extra urbane. In particolare gli imprenditori si riferiscono all’abbandono di rifiuti o di materiali di scarto, aumentato dopo che il sistema della raccolta differenziata è cambiato negli ultimi anni.

I commenti

«Con la giornata di Confcommercio “Legalità, ci piace” e l'indagine condotta assieme agli amici di Siulp Modena - commenta Tommaso Leone, presidente provinciale di Confcommercio Modena - vogliamo continuare a tenere i riflettori accesi su un valore imprescindibile per le imprese, come la legalità. È un valore che va difeso essendo condizione imprescindibile perché nei centri storici e nelle nostre periferie possano esserci imprese che non sono solo attori economici, ma veri presidi sociali, di servizio alla cittadinanza e da cui dipendono vivibilità e qualità urbana».

«Il sindacato di polizia Siulp di Modena aderisce con piacere a questa ennesima iniziativa di Confcommercio Modena per la legalità - commenta Roberto Butelli segretario generale della sezione modenese del sindacato - perché siamo fermamente convinti che legalità sia sinonimo di sicurezza e quindi di benessere e prosperità per tutti. Abbiamo problemi di organico e di strumenti normativi poco adeguati alla realtà odierna, per cui comprendiamo bene i risultati del test, la preoccupazione che ne traspare e che condividiamo, per cui cercheremo di fare ancora di più per garantire legalità e sicurezza a cittadini e imprese».



 

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