Trovata morta in casa dopo settimane: se ne accorgono i vicini
La vittima è una donna di 78 anni residente in via Carlo Zucchi: stava stirando, probabile morte naturale. Anna Perazzelli, presidente della Croce Blu: «Sempre più persone vivono in solitudine. Molti sono anziani, ma ci sono anche 65enni»
MODENA. Morire senza che nessuno si accorga di te. Può accadere anche in una città di 180mila abitanti, in un condominio con 10 famiglie che affaccia su una strada dove migliaia di persone passano ogni giorno per andare a lavoro o portare i figli a scuola. Eccome se può accadere. È la triste fine di una signora di 78 anni residente in via Carlo Zucchi a Modena che lunedì pomeriggio - 11 maggio - è stata ritrovata senza vita in casa sua.
Il dramma della solitudine
Era accasciata a terra con il ferro da stiro in mano, sul corpo non c’erano segni di violenza. Insomma, una morte naturale di cui però non si è accorto nessuno per settimane, visto che la signora viveva sola e non era in contatto con parenti o amici. Ad avere un primo presagio sono stati i residenti della palazzina in cui viveva: negli scorsi giorni avevano iniziato ad avvertire un odore sgradevole e sempre più forte nelle scale del condominio. Poi la telefonata alle forze dell’ordine e la triste scoperta. La salma è stata recuperata dalle onoranze funebri Gianni Gibellini e trasferita in medicina legale. Nel giro di qualche giorno saranno celebrati i funerali. Una vicenda triste, di quelle che fanno fermare a riflettere qualche istante. Poi si ritorna alle vite frenetiche, agli impegni di tutti i giorni.
L’impegno della Croce Blu
Ma c’è chi si impegna ogni giorno per far sì che certe situazioni non accadano. È il caso della Croce Blu di Modena e della sua presidente Anna Perazzelli. «La verità è che la gente è sempre più sola – racconta – I nostri servizi sono sempre più richiesti, aiutiamo tante persone. I nostri volontari portano tutti i giorni pasti alle persone sole, soprattutto agli anziani che vivono senza alcun supporto. È un servizio che rappresenta anche una forma di monitoraggio sociale. In alcuni casi, purtroppo, ci è capitato di trovare persone decedute. Noi seguiamo circa una trentina di persone: ritiriamo il cibo alla Cir e lo consegniamo direttamente a domicilio. Sono persone che ci aspettano con ansia, desiderose soprattutto di scambiare due parole. Ci chiedono notizie sul meteo, su ciò che accade fuori: non vedono l’ora di parlare con qualcuno. Ma non sono persone così anziane come si potrebbe pensare: tanti hanno 70 anni o meno, anche 65. I numeri sono in forte aumento, perché cresce sempre di più la popolazione anziana e aumentano le situazioni di solitudine. Cerchiamo di creare una rete, di entrare in contatto con famigliari e conoscenti per rimanere vicini a queste persone e avere anche un numero da chiamare in caso di bisogno. Devo dire che i servizi sociali del Comune svolgono un ottimo lavoro. E noi, per aiutare, ci siamo» conclude.
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