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Negozi storici

Marisa, una vita tra ago e filo: «Io lascio, ma salviamo la merceria»

di Laura Solieri

	Marisa Sgarbi va in pensione e cerca qualcuno che rilevi la sua merceria
Marisa Sgarbi va in pensione e cerca qualcuno che rilevi la sua merceria

A 79 anni, dopo 49 passati in negozio, la titolare di Merceria Sgarbi in via Monte Grappa va in pensione: ora cerca l’erede e lancia un appello

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MODENA. Dopo quasi mezzo secolo dietro al bancone, con ago, filo e passione come compagni quotidiani, Merceria Sgarbi Marisa guarda al futuro cercando qualcuno disposto a raccogliere il testimone di un mestiere sempre più raro. Quest’anno la storica attività di Marisa Sgarbi, sita a Modena in via Monte Grappa 48/C, compie 49 anni, un traguardo importante, costruito giorno dopo giorno dietro un bancone che ha visto passare generazioni di clienti, cambiamenti di moda, abitudini e modi diversi di vivere il quartiere. Oggi Marisa ha 79 anni e sente che è arrivato il momento di guardare avanti: il suo desiderio è trovare qualcuno disposto a rilevare l’attività e continuare una professione che rischia lentamente di scomparire.

La storia della Merceria Sgarbi Marisa

Entrare nella sua merceria significa fare un piccolo salto nel tempo, non soltanto per gli oggetti che custodisce, ma per l’atmosfera. Sugli scaffali trovano ancora posto spagnolette, passamanerie, nastri, lana e cotoni per ferri e uncinetto, bottoni di ogni forma, elastici, cerniere, spilli e tanti articoli scelti con attenzione, quelli “di una volta”, difficili ormai da trovare nella grande distribuzione. Accanto alla merceria, il negozio propone anche abbigliamento donna e intimo uomo e donna, ma ciò che rende speciale questo piccolo negozio non è soltanto la merce. È la storia che contiene. «Volevo fare la merciaia fin da piccola, mi sono realizzata al cento per cento», racconta Marisa con semplicità. Una frase che riassume una vita intera. Perché fare la merciaia, per lei, non è mai stato soltanto vendere filo e bottoni: è stato ed è ascoltare le persone, consigliare, aiutare, creare legami. La maglia e il lavoro a mano fanno parte della sua vita da sempre; ancora oggi in negozio si possono trovare alcune delle sue creazioni, frutto di pazienza e passione artigianale, una manualità che racconta un tempo in cui aggiustare era più naturale che buttare via, e in cui gli oggetti portavano con sé una storia. Anche il quartiere è rimasto parte integrante di questa lunga avventura. «È una zona tranquilla, con una clientela affezionata», spiega Marisa. Negli anni le richieste sono cambiate: un tempo il negozio trattava anche articoli per bambini, ora si concentra sugli adulti ma resta costante la ricerca della qualità, clienti che arrivano apposta per trovare materiali particolari, dettagli introvabili altrove, prodotti fatti per durare. Oggi le mercerie sono sempre meno, molte abbassano la serranda senza che nessuno raccolga il testimone.

L’appello a rilevare la merceria

Per questo l’appello di Marisa ha anche il sapore di una difesa della memoria artigiana cittadina. «È un mestiere che regala ancora tante soddisfazioni», dice. E nelle sue parole non c’è nostalgia ma consapevolezza che certi lavori continuano ad avere utilità e valore anche in un mondo che corre veloce. Rilevare una merceria come questa significa ereditare anche una storia fatta di relazioni, manualità e fiducia costruita negli anni. Significa mantenere viva una luce in un quartiere, e dare continuità a un negozio che per molti è stato, e continua a essere, un punto di riferimento. Chi fosse interessato può contattare direttamente la titolare al 377 290 9587 per avere informazioni sul possibile subentro nell’attività.
 

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