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Sos dal cimitero di San Cataldo: il “Cubo” di Aldo Rossi si sta scolorendo

di Stefano Luppi

	Il "Cubo" di San Cataldo si sta scolorendo
Il "Cubo" di San Cataldo si sta scolorendo

Il tempo non risparmia l’opera del celebre architetto milanese, ammirata da studiosi di tutto il mondo: il Comune conferma il piano di manutenzione e il restauro anche per il completamento

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MODENA. Il cimitero moderno di San Cataldo, e in particolare il celebre “Cubo” realizzato negli anni ’70 da Aldo Rossi e Gianni Braghieri, ha bisogno urgente di manutenzione. La struttura, infatti, presenta all’esterno una superficie che ha bisogno di cure: il colore rosso mattone in più parti sta scomparendo e l’umidità di colore scuro cola praticamente da ognuna delle tantissime aperture che hanno reso l’edificio uno dei più importanti monumenti dell’Italia architettonica novecentesca. Ora il Comune di Modena annuncia di avere avviato un percorso articolato con manutenzione ordinaria e programmata e allo stesso tempo persegue il completamento del monumento. «Entro la fine del 2026 - spiegano da Piazza Grande - sono previsti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla componente architettonica del complesso con particolare attenzione al “Cubo”, con successiva ritinteggiatura e rinnovo dell’illuminazione. Parallelamente prenderà avvio la fase di progettazione esecutiva di un primo lotto dedicato al completamento del disegno originario del cimitero, grazie anche alla consulenza dell’architetto Braghieri, gli interventi riguarderanno il completamento della cosiddetta “spina” centrale di collegamento prevista tra i principali elementi monumentali del complesso, la definizione progettuale del sistema verde delle siepi, la sistemazione delle aree degli ossari e la realizzazione dei percorsi e delle connessioni architettoniche previste nel progetto del 1971. Gli interventi riguarderanno in particolare la delimitazione degli ossari e il prolungamento dell’ala della campata est, uno degli elementi architettonici più caratterizzanti del disegno originario elaborato con Rossi. Per questo primo lotto è previsto un investimento complessivo di 120 mila euro di cui 60 mila euro erogati da Fondazione di Modena. Ulteriori interventi di completamento del progetto originario sono inoltre in fase di valutazione e nel definire le future azioni di intervento, particolare attenzione sarà riservata all’individuazione di opere e soluzioni coerenti con l’elevato valore architettonico e culturale del complesso».

Servono finanziamenti

Certo, serviranno molti più fondi e forse varrebbe la pena di pensare a un progetto pubblico-privato di alto respiro. Ma qualcosa pare muoversi intorno al monumento cimiteriale reso ancor più noto da una bellissima fotografia sotto la neve di Luigi Ghirri. Il rosso mattone che lo caratterizza è ormai sbiadito e rappresenta sempre di meno il progetto che il celebre architetto milanese, nato nel 1931 e scomparso nel settembre ’97, vincitore dell’importante premio Pritzker nel 1990, firmò insieme all’allora giovane allievo Gianni Braghieri (Villa d’Adda, 1945). «La Fondazione Aldo Rossi e gli eredi dell’architetto - spiega alla Gazzetta Chiara Spangaro, curatrice della Fondazione Rossi di Milano - sarebbero felici di coadiuvare il Comune di Modena nelle attività complesse del restauro dell'edificio, non solo attraverso la ricerca storica e documentaria che è tra gli obiettivi della nostra Fondazione, ma anche con altre attività volte alla tutela di questa straordinaria architettura. Come è già avvenuto in passato con il Comune di Milano per il monumento a Sandro Pertini e con il Comune di Segrate per quello dedicato ai partigiani, tali dialoghi hanno contribuito a riportare i progetti al loro originario splendore». Desiderosa di partecipare al risanamento è anche la Fondazione Ordine degli architetti di Modena: «Noi - spiega la presidente Sofia Cattinari - pur ricordando che uno degli autori è Braghieri saremmo disponibili a partecipare a un progetto: dovrei avere una visione ravvicinata, ma mi pare che i danni su cui intervenire non siano impossibili da risolvere. Certo, la superficie del Cubo è molto ampiae va anche detto che l’architettura del ‘900 spesso utilizza materiali più economici che poi hanno problematiche di manutenzione. Certo, se l’edificio cambia colore ricordo che esistono vernici che reagiscono molto bene al tempo. Sempre più turisti vengono a vedere l’opera e le dirò di più, visto che periodicamente se ne parla: l’Ordine vorrebbe il completamento del cimitero Rossi-Braghieri perché questo è decisamente un cerchio che non si è mai chiuso. Sono anni che se ne parla; sempre più il Ministero e altri finanziano progetti sulla architettura contemporanea italiana: la città dunque potrebbe attivarsi sui fondi da reperire».

Un gigante dell’architettura

Rossi, come accennato, è uno dei grandi nomi della architettura mondiale e Modena è una città che interseca molto la sua grandezza, basti pensare che oltre al Cubo la nostra città detiene anche la “Macchina Modenese” di Rossi, una struttura in legno realizzata nel 1983 per una mostra alla Palazzina Vigarani, riproposta nel 2019 all’ex Amcm. Certo pensare al completamento al momento è un segnale di forte ottimismo, tanto più che nei giorni scorsi un cittadino 90enne ha fatto un esposto in Procura relativo al degrado in corso al San Cataldo. Nel 2021, in ogni caso, il Comune di Modena affidò a Braghieri 50mila euro per un progetto relativo al completamento medesimo mentre nel gennaio ’24 (giunta Muzzarelli) alla San Carlo venne illustrato uno «studio di fattibilità - così si leggeva nell’invito - per adeguare spazi e funzioni del cimitero alla luce dei cambiamenti culturali e antropologici e della forte crescita del ricorso alla cremazione.Tra le principali caratteristiche del progetto rivisto, rientrano una nuova Sala del commiato da realizzare nell’ambito del “tronco di cono”, una forma simbolica che assegna a quell’area un elemento di forte spiritualità; un Museo della Memoria che possa accogliere anche eventi temporanei e uno spazio centrale declinato a verde, utilizzabile anche come parco pubblico urbano. Il progetto, del valore complessivo di 20 milioni di euro, andrà realizzato in più stralci successivi nel corso degli anni».

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