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L’incontro

Calciopoli, vent’anni dopo: Moggi e l’ex arbitro De Santis a Mirandola

di Gabriele Canovi
Calciopoli, vent’anni dopo: Moggi e l’ex arbitro De Santis a Mirandola

Alle 16 a Palazzo Vischi l’ex direttore generale della Juventus e l’ex arbitro internazionale saranno protagonisti dell’incontro del Festival della giustizia penale. Interverranno inoltre Maurilio Prioreschi, Giorgio Ricciardi e Sandro Sabatini

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MIRANDOLA. Il grande scandalo “Calciopoli” a vent’anni da quel 2006 che ha sconvolto il calcio italiano e poi anche uno sguardo –  decisamente attento – sul calcio di oggi. Questo e tanto altro sarà al centro del panel in programma oggi pomeriggio (16 maggio) a Mirandola e intitolato Calciopoli: vent’anni dopo”.

L’incontro con Moggi e De Santis

A partire dalle 16 nella splendida cornice di Palazzo Vischi - sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola - si alterneranno voci autorevoli e piuttosto conosciute in un dialogo che proverà a unire sport e diritto; due materie spesso più vicine di quanto si pensi. Ma andiamo a conoscere i protagonisti di questo atteso appuntamento dell’edizione 2026 del Festival della giustizia penale. Al centro dell’incontro ci sarà Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus e figura simbolo dell’inchiesta esplosa nel 2006. Con lui parteciperà Massimo De Santis, ex arbitro internazionale coinvolto nella vicenda; interverranno inoltre Maurilio Prioreschi, Giorgio Ricciardi e Sandro Sabatini. A moderare l’incontro sarà Alvaro Moretti. Figura centrale di una delle vicende più discusse dello sport italiano, Moggi porterà al Festival una testimonianza legata al rapporto tra giustizia sportiva, giustizia penale, memoria mediatica e percezione pubblica dei fatti. Quello in programma a Mirandola sarà infatti un incontro per tornare su una storia che, a vent’anni di distanza, continua a interrogare il rapporto tra processo, informazione e opinione pubblica.

Lo scandalo Calciopoli

Calciopoli è il nome dato al grande scandalo che ha colpito il calcio italiano nel 2006, legato a presunte interferenze nella designazione degli arbitri per le partite di Serie A. L’inchiesta è nata da intercettazioni telefoniche effettuate dalla magistratura di Napoli nell’ambito di un’indagine più ampia. Al centro delle accuse c’erano dirigenti sportivi, arbitri e designatori arbitrali.Le conseguenze sportive furono molto pesanti: la Juventus è stata retrocessa in Serie B; sono stati revocati gli scudetti 2004-2005 e 2005-2006 e altri club, tra cui il Milan, la Fiorentina, la Lazio e la Reggina hanno subito penalizzazioni. Lo scandalo ha infatti avuto un enorme impatto mediatico e ha cambiato profondamente il calcio italiano, aprendo un dibattito su trasparenza, potere dei dirigenti e rapporti tra sport, media e giustizia. Quella di Mirandola sarà l’occasione per riportare al centro del dibattito questo evento, sotto una lente d’ingrandimento privilegiata che unirà sport, giustizia e diritto. L’ingresso è libero.

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