Gazzetta di Modena

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Gli eroi

«Quell’infermiera corsa subito dai feriti»

di Daniele Montanari
«Quell’infermiera corsa subito dai feriti»

Camminava sul marciapiede con i suoi due bimbi: li ha portati nel negozio e poi è andata in strada

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MODENA Nel dramma di sabato in centro a Modena emerge un’altra storia di eroismo della quotidianità. Di chi trovandosi nel disastro non è fuggito ma è corso in mezzo al dramma, per portare l’aiuto che poteva.

È inquadrata nei video circolati in questi giorni che mostrano la folle corsa dell’auto, e l’impatto. È Viktoriya Prudka, infermiera ucraina che lavora al Policlinico che si è trovata a passare di lì, proprio nel momento della tragedia, con i suoi figli, un bimbo e una bimba. Camminavano sul marciapiede proprio nel lato dove l’auto poi si è schiantata. Ha colpito meno di dieci metri dietro loro tre: se fossero arrivati pochi secondo dopo, sarebbero stati loro i travolti. L’infermiera non ci ha pensato un attimo: ha portato il bimbo e la bimba al riparo nel negozio di tabaccheria lì a fianco e poi è corsa a prestare il primo fondamentale soccorso ai feriti, urlando che servivano cinture elastiche per fermare le emorragie.

«Sì, quell’infermiera è venuta qui da me – racconta il titolare della tabaccheria, Stefano Belli – ha lasciato i bambini a una ragazza che li ha tenuti qui per un’ora, a farli giocare, mentre lei correva fuori per portare soccorso. Non conosceva quella ragazza, ma le ispirava fiducia. E in quell’emergenza le ha affidato i suoi affetti più cari, perché richiamata dal senso del dovere. È stato senza dubbio un gesto notevole».

I bimbi dentro al negozio praticamente non si sono resi conto dell’accaduto: «Io e quella ragazza li abbiamo fatti giocare – continua Belli – sono andato anche a prendere un po’ di carta regalo per farli divertire, e li abbiamo tenuti al riparo finché lei non è tornata, circa un’ora dopo quando ormai erano stati portati via tutti in ambulanza, li ha abbracciati ed è andata a casa con loro».

«Quando l’auto ha impattato contro la vetrina, l’infermiera con i bimbi era davanti al nostro ingresso – precisano Elisa e Giovanna Vaccari, della Profumeria Vaccari – se fosse stata pochissimi metri dietro sarebbero stati loro tre i travolti sul marciapiede. Subito dopo l’impatto d’istinto è corsa dentro al nostro negozio con i bimbi per portarli al sicuro. Poi ha guardato fuori e vedendo la donna rimasta senza gambe ha preso i bimbi e li ha portati più lontano perché non vedessero, e li ha lasciati dal tabaccaio. Poi è corsa fuori a dare una mano nei soccorsi: si è messa i guanti in lattice e correva da un ferito all’altro. È una donna straordinaria, la conosciamo perché passa spesso di qui. Ha una grande famiglia, dovrebbe avere cinque figli, e un’umanità che è emersa una volta di più in questa tragedia. Per fortuna che ci sono anche persone così a questo mondo». l


 

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