Gjovalin tra gli eroi che hanno bloccato El Koudri: «Gli sono corso dietro, poteva colpire ancora»
Pervataj è uno degli stranieri che insieme a Signorelli hanno bloccato in rua Pioppa il 31enne che aveva appena investito con l’auto 8 persone: «Ho fatto solo la mia parte per aiutare Luca e gli altri ragazzi, niente di speciale»
MODENA. Gjovalin Pervataj è uno degli eroi di sabato. Uno di quei ragazzi stranieri che hanno dato manforte a Luca Signorelli nel bloccare in rua Pioppa Salim El Koudri, il 31enne di origini marocchine – ma nato in provincia di Bergamo e residente a Ravarino – che ha compiuto la strage in via Emilia centro. Albanese, 40 anni, metalmeccanico perfettamente integrato a Modena, ieri mattina come tanti modenesi è ripassato sul luogo della tragedia, ancora profondamente scosso dall’accaduto.
Pervataj, com’è nato l’intervento?
«Assolutamente per caso. Mi sono trovato a passare di lì in bici subito dopo l’incidente, e ho visto tutto. Quel ragazzo che scende dalla macchina e poi corre via, con Luca (Signorelli, ndr) che gli corre dietro. Ho sentito le grida: “Ha un coltello in mano, ha un coltello!”. Non ci ho pensato un attimo: ho mollato la bici e gli sono corso dietro anch’io. Sono arrivato in rua Pioppa che Luca e altri tre ragazzi, due egiziani e un pakistano, lo avevano già atterrato. Gli sono saltato addosso anch’io, tenendolo fermo finché non sono arrivati i poliziotti. Poi ho preso del ghiaccio da dare a Luca, per quel brutto taglio che aveva».
È stato molto coraggioso a correre dietro all’aggressore: poteva ferire anche lei...
«Mah, in quei momenti non ci si pensa, si agisce d’istinto. Temevo che ferisse altre persone, volevo evitare quello. Non ho fatto niente di che, ho solo fatto la mia parte».
Ha dormito la notte?
«Neanche un’ora. Non riuscivo a chiudere gli occhi: avevo sempre davanti l’immagine di quella donna per terra davanti alla macchina, senza più le gambe (la turista tedesca investita mentre guardava la vetrina, ndr). Quando l’ho vista così, mi sono sentito quasi svenire. Una cosa terribile, non avevo mai visto in vita mia una cosa così terribile... Spero tanto che possa salvarsi, ma purtroppo rimarrà segnata per tutta la vita da quello che è successo. Poteva essere colpito anche Luca allo stesso modo: era lì a fianco, è stata questione di pochissimo. Spero che non accada mai più nulla del genere, non solo a Modena, ma ovunque: sembrava la fine del mondo. Credetemi, vista da vicino è stata veramente orribile».
Si è accesa subito la polemica su stranieri e islamici. Ma per uno che delinque, a Modena ce ne sono stati quattro che lo hanno fermato a rischio delle loro vite…
«Sì, siamo intervenuti, e lo abbiamo fatto assieme a un italiano, perché siamo tutti di questa città. Tutti abbiamo provato orrore di fronte a quello che aveva fatto questa persona, e abbiamo agito per difendere gli altri. In una comunità, si fa così».
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