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La testimonianza

Gli ex colleghi di Salim El Koudri: «Liti e messaggi inquietanti»

di Gabriele Canovi

	Salim El Koudri
Salim El Koudri

Il 31enne che ha travolto con l’auto 8 persone in centro a Modena per tre mesi aveva lavorato in una grande azienda cittadina. La testimonianza: «Provavamo a includerlo, ma lui spesso si isolava»

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MODENA. Salim El Koudri per meno di tre mesi – da dicembre 2022 a febbraio 2023 – ha lavorato in una grande azienda modenese occupandosi principalmente della gestione dei solleciti. Poco tempo, ma abbastanza per farsi conoscere da chi, per oltre sessanta giorni, ha lavorato al suo fianco. Sono proprio gli ex colleghi a tracciare un ritratto del 31enne, che ora si trova in carcere con le accuse di strage e lesioni aggravate.

Il racconto degli ex colleghi

Parlano di «ripetuti comportamenti strani e insoliti», raccontano di una «furiosa lite dopo la quale ha lasciato l’azienda», ci mostrano chat con messaggi «aggressivi nei confronti di alcune colleghe» e anche «post complottisti sui social». Ma soprattutto descrivono un uomo che «spesso si isolava, nonostante i ripetuti tentativi di includerlo e socializzare con lui». «Già tre anni fa – ci racconta una ex collega di El Koudri – dava l’impressione di essere una persona molto instabile e convinta che gli altri ce l’avessero con lui. In ufficio finiva per isolarsi spesso e faceva davvero molta fatica ad integrarsi, nonostante da parte dei colleghi ci fossero tentativi di includerlo».

Di quel periodo in azienda, i suoi ex colleghi ricordano un episodio su tutti. Un acceso litigio che è tornato nelle menti di chi, tra il dicembre del 2022 e il febbraio dell’anno successivo, lavorava insieme a El Koudri: «Ci fu una forte lite con una collega – continua nel suo racconto – in cui perse completamente il controllo alzando molto la voce. Il suo rapporto lavorativo terminò poco tempo dopo questo episodio». Litigi dunque, ma si diceva anche di messaggi ambigui. Come quello pubblicato in inglese sul suo profilo Linkedin: «Il deep state italiano (lo “stato oscuro”, ndr) – ha scritto – non mi lascia lavorare e continua a perseguitarmi. Io cerco solo un posto tranquillo in cui lavorare. Non so se è la mafia a farmi questo». Parole confuse e senza fondamento sul profilo social – l’unico di cui ci siano ancora tracce on line – di un giovane che, però, aveva un curriculum normalissimo, anzi, di tutto rispetto. Una laurea in Economia, oltre ad esperienze lavorative in ditte importanti. «Dopo essere stato lasciato a casa dall’azienda in cui lavorava – continua l’ex collega – pubblicò questi messaggi molto preoccupanti su LinkedIn, parlando di persecuzioni e complotti. Nessuno avrebbe mai immaginato un episodio così grave come quello avvenuto sabato: leggere oggi quello che è successo ci ha sconvolto, ma già tre anni fa appariva evidente che questa persona non stesse bene. Da persona che ci ha lavorato accanto, faccio davvero fatica a capire come possa essere stato lasciato completamente solo e libero di girare in auto senza alcun controllo, considerando i segnali che già mostrava allora e considerando che per un periodo è stato seguito da un Centro di salute mentale», ha concluso l’ex collega.

Chi è Salim El Koudri

Nato nel 1995 in provincia di Bergamo, con origini marocchine, dal 2000 Salim El Koudri è residente a Ravarino. Laureato in Economia aziendale, ma al momento disoccupato, nel 2022 era già stato «attenzionato dal centro di salute mentale per disturbi schizoidi», dopo che era stato evidenziato uno stato di alterazione psichica come spiegato dalla prefetta di Modena Fabrizia Triolo. L’uomo – fermato sabato pomeriggio nei pressi di via Emilia Centro dopo aver investito con una Citroen C3 diversi passanti e ferendone otto – è accusato di strage e lesioni personali e si trova ora in carcere.

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