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Piantedosi a Modena: «Attentato terroristico? No, pare disagio psichiatrico di El Koudri»

di Gabriele Canovi
Piantedosi a Modena: «Attentato terroristico? No, pare disagio psichiatrico di El Koudri»

Il ministro dell’Interno in Prefettura dopo i fatti avvenuti in via Emilia Centro: «Modena ha dimostrato un grande coraggio»

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MODENA. È uscito dalla sede della Prefettura di Modena quando l’orologio indicava le 15.38. Dietro di lui, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, il presidente della Regione Michele de Pascale e il prefetto Fabrizia Triolo. Si è fermato davanti alle telecamere e ai microfoni delle decine di giornalisti arrivati in città da tutta Italia e dall’estero, provando a fare il punto della situazione dopo il vertice a cui ha partecipato insieme al capo della Polizia Vittorio Pisani. Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi ha deciso di venire a Modena «intanto per manifestare vicinanza e solidarietà a tutta la comunità, ai cittadini e alle sue istituzioni» e poi per capire in prima persona i dettagli di una vicenda su cui gli inquirenti stanno portando avanti un’indagine serrata. Un’indagine che, al momento, stando proprio alle parole del ministro Piantedosi, potrebbe non riguardare la matrice terroristica: «Ci sono accertamenti in corso – ha detto – ed è giusto che a completarli sia l’autorità giudiziaria con la necessaria riservatezza. Allo stato attuale, il fatto avvenuto sabato pomeriggio a Modena sembra collocabile soprattutto in una situazione di disagio psichiatrico che, tuttavia, non cambia la tragicità degli effetti. Ad oggi, è evidente questa condizione personale di carattere psichiatrico. La componente psichiatrica è storicamente molto molto evidente, però il resto lo stabiliranno gli inquirenti. Oggi quello che è di maggiore evidenza è questa condizione personale di carattere psichiatrico – ha aggiunto – la tragicità del fatto rimane qualsiasi sia la motivazione». Il 31enne italiano di origine marocchina Salim El Koudri – fermato dalle forze dell’ordine con l’accusa di strage e lesioni aggravate dopo che con la sua auto ha travolto a tutta velocità diversi passanti in via Emilia Centro, ferendone otto – era in cura psichiatrica a Castelfranco fino al 2024. «Eravamo e siamo tutt’ora preoccupati per la giusta collocazione del fatto; collocazione che però non cambia i fatti, anzi per certi versi ci preoccupa – ha proseguito Piantedosi – Ma per il mestiere che ci è dato di fare, registrare che non c’era nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo ci conforta. Lo voglio dire perché, da questo punto di vista, la città deve e può stare tranquilla. È un episodio drammatico, tragico e importante, ma Modena e i suoi cittadini hanno reagito con coraggio, in sinergia con le istituzioni. La città ha dimostrato di saper essere resiliente e coraggiosa di fronte ad una situazione così tragica e complicata, ma questo non mi ha sorpreso – ha sottolineato – Era doveroso venire qui per testimoniare la vicinanza del Governo e dello Stato». Il ministro ha poi voluto congratularsi con chi, con freddezza e coraggio, è intervenuto per bloccare il 31enne in fuga a piedi dopo lo schianto in auto contro la vetrina di un negozio. Veri e propri eroi, insomma: «Questi cittadini, mettendo a rischio la propria incolumità, si sono prodigati per fermare l’uomo e poi ci sono state altrettante persone che sono intervenute con primissimi, e importanti, interventi di pronto soccorso. Indubbiamente, a tempo debito, daremo il giusto riconoscimento ai cittadini che sono intervenuti per bloccare l'uomo. Mi preme però, ora, evidenziare la reazione corale ed efficace dei cittadini in primis e delle istituzioni tutte insieme: non c'è stato poliziotto o operatore sanitario che non abbia saputo dimostrare grandi capacità di reazione nonostante la circostanza fosse tragica e complicatissima». A chi, infine, gli ha chiesto della proposta arrivata dal vicepremier Salvini di agevolare i rimpatri per gli stranieri che commettono dei reati, Piantedosi ha risposto così: «Ci stiamo lavorando, però è un’altra cosa rispetto al fatto avvenuto a Modena. Con il ministro Salvini ho lavorato e credo che di aver dimostrato con i fatti di condividere questa attenzione per certi fenomeni e una gestione più sostenibile dell’immigrazione irregolare o dell’immigrazione in generale per motivi di sicurezza. Qui però è un’altra cosa. Stiamo parlando di altro», ha concluso.l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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