«Cerco il ragazzo che mi ha salvata, l’auto arrivava e lui mi ha spinto via»
Micaela, 24 anni, si trovava sul marciapiede in via Emilia quanto Salim El Koudri è entrato in centro a tutta velocità con la sua Citroen travolgendo 8 persone
MODENA. Ripercorre quei drammatici momenti e ci racconta cosa ha visto, sentito e provato, mostra grande lucidità. La lucidità di una giovane ragazza che ha vissuto in prima persona una tragedia, ma che sa di essere stata fortunata. Molto fortunata. La voce è ferma ma allo stesso tempo flebile, gli occhi commossi: il suo primo pensiero va subito a chi è rimasto ferito, ma soprattutto a quel ragazzo che probabilmente le ha salvato la vita. «Vorrei incontrarlo e ringraziarlo – racconta alla Gazzetta – Ho avuto la sfortuna di trovarmi nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, ma la fortuna di vivere quegli attimi accanto alla persona giusta. Mi ha trascinata via dalla direzione di quell’auto che arrivava a folle velocità, mi ha spostata e così mi sono salvata». Lei si chiama Micaela, ha 24 anni, vive e lavora a Modena. Micaela, sabato pomeriggio, tra le 16.30 e le 17, si trovava, come altre centinaia di modenesi, in via Emilia Centro: stava camminando sul marciapiede e, quando l’auto di Salim El Koudri ha falciato i passanti per poi schiantarsi contro la vetrina di Dallari Abbigliamento, lei si trovava davanti alla tabaccheria proprio di fianco al negozio.
La paura e il salvataggio provvidenziale
«Tutto è stato così pesante e inaspettato – continua la 24enne – Esci per fare un giro in centro, per vedere i tuoi amici, ti aspetti una passeggiata tranquilla e invece ti ritrovi dentro a un film; un film che purtroppo era reale. In quella situazione, ti aspetti di tutto, tranne che una persona, oltre a pensare a se stessa, pensi anche a qualcun altro. Quel ragazzo mi ha trascinata via dalla direzione dell’auto, spostandomi. Io istintivamente sono entrata nella tabaccheria. Lo ringrazio perché, oltre ad avermi tolta dalla traiettoria di quell’auto che procedeva a tutta velocità, mi è stato vicino. Vicino davvero. Tremavo – probabilmente ho avuto un attacco di panico – e lui mi ha tenuto la mano, è stato con me tutto il tempo e continuava a rassicurarmi. È riuscito a darmi conforto nonostante stesse vivendo anche lui quella scena. Credo che abbia agito d’istinto, riuscendo a spostarmi dalla traiettoria dell’auto, ma poi ha scelto deliberatamente di restarmi accanto». Nelle parole di Micaela si sente gratitudine, stima e affetto. Ma anche un desiderio: «Mi farebbe piacere incontrarlo (il ragazzo che l’ha salvata, ndr) – afferma – per ringraziarlo e dirgli che, in un mondo con così tanta violenza, è bello vedere esempi di umanità e coraggio. Anche lui stava vivendo quella situazione per la prima volta, ma ha voluto tranquillizzarmi e starmi accanto».
Il ringraziamento ai negozianti
Come abbiamo ribadito più volte in questi giorni, importante è stato anche il ruolo degli esercenti di via Emilia Centro: «Ci tengo a ringraziare i proprietari della tabaccheria – sottolinea Micaela – Quando l’auto di quell’uomo si è schiantata, loro si trovavano dentro il negozio: non hanno visto la scena, ma hanno sentito tutto. Anche i suoni sono stati drammatici: le urla, lo schianto, le richieste d’aiuto. Ricordo ancora in maniera nitida cosa ho sentito. E ne approfitto per ricordare a chiunque sentisse bisogno di aiuto, di contattare il servizio di supporto psicologico messo a disposizione dall’Ausl di Modena. Io – conclude Micaela nella sua testimonianza – ho avuto la fortuna di incontrare quel ragazzo, che ha avuto la prontezza di tirarmi via con sé. Voglio ricordare questa tragedia con nel cuore la speranza che chiunque, di fronte al prossimo, possa comportarsi come ha fatto lui con me: ero una sconosciuta, ma mi ha trattata come se fossi una sua amica. Gli sono e gli sarò grata per sempre».
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