Un modenese sulla Global Sumud Flotilla: «Ecco i droni, ci stanno abbordando»
Il diario di bordo di Gabriele Gardini, uno dei 29 italiani trattenuti dalle autorità israeliane
Tra i 29 italiani presenti a bordo e portati ad Ashdod, in Israele, dopo l’abbordaggio delle navi della Global Sumud Flotilla, c’è anche un modenese. Si tratta di Gabriele Gardini, nato a Torino e oggi residente nel nostro territorio, partito nel convoglio internazionale di imbarcazioni dirette verso Gaza con l’obiettivo dichiarato di portare aiuti umanitari e contestare il blocco navale israeliano.
L’abbordaggio
Israele ha bloccato, tra lunedì e ieri (19 maggio), tutte le barche della Flotilla: quando sono arrivate a un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia di Gaza, la marina israeliana le ha attaccate usando dei proiettili, sparati contro le imbarcazioni, tra cui anche un'italiana, come ha denunciato la stessa Global Sumud Flotilla. Ed è proprio nell’imbarcazione tricolore che viaggiava Gardini, che ha documentato le varie tappe dell’impresa sui proprio profilo social, tra video e post in cui racconta l’esperienza, l’avventura, gli umori a bordo, gli imprevisti e le vicissitudini con cui ha i conti l’equipaggio.
Il diario di bordo
L’ultimo post risale proprio a lunedì 18 maggio, giorno dell’abbordaggio, in cui Gardini racconta della presenza di droni israeliani che sorvolavano i cieli in mare aperto prima dell’intercettazione della nave. Il modenese aveva inoltre narrato un imprevisto di alcuni giorni fa, in mezzo a una tempesta: «I guai questa volta ci hanno coinvolto direttamente mettendo a rischio l'equipaggio. La barca ne è uscita malconcia: due vele rotte, zattera di salvataggio finita a mare e persa a 60 miglia dalla costa, un'onda sul ponte più grossa delle altre se l'è portata via. Mentre veleggiavamo tranquilli verso Gaza ci hanno detto di tornare indietro, direzione est nord est, alcune barche hanno problemi di vario genere. Dobbiamo restare uniti, partire uniti, farci arrestare uniti eppure uniti a Gaza non ci arriveremo...», si legge in uno dei tanti passaggi del “diario di bordo”.
La posizione del Governo italiano
Immediato, dopo l’abbordaggio, l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto «di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane», e ha poi chiesto all'ambasciatore d'Italia in Israele, di fare un passo formale per chiedere che a tutti siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia dell'incolumità.
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