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Carlo Castagnoli, candidato sindaco a Montese: «Sanità più forte e un paese accogliente»

di Daniele Montanari
Carlo Castagnoli, candidato sindaco a Montese: «Sanità più forte e un paese accogliente»

Carlo Castagnoli, 54 anni, già sindaco dal 2004 al 2009: «Valorizzare il territorio, i sentieri e la storia»

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MONTESE. Il 24 e 25 maggio saranno chiamati alle urne anche i cittadini di Montese per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Carlo Castagnoli, 54 anni, già sindaco dal 2004 al 2009,  si presenta alla guida della lista “Un Paese per te”, con l’obiettivo di offrire un’alternativa e riproporre la propria esperienza amministrativa in una fase considerata delicata per il comune. Sfida Daniele Berti, 34 anni, vicesindaco uscente.

L’intervista

Cosa l'ha spinta a candidarsi a Montese?

«Sono stato coinvolto da diverse persone che mi hanno motivato ad intraprendere questa esperienza. Il senso di responsabilità mi ha spinto ad accettare. Quando le persone che stimi ti chiedono di metterti in gioco per il tuo territorio, è difficile tirarsi indietro. Non è una scelta fatta alla leggera: so bene che Montese attraversa un momento delicato, e proprio per questo vale la pena provarci con serietà».

Qual è secondo lei la priorità per il paese?

«La messa in sicurezza delle strade e il decoro urbano. Le strade sono il presupposto di tutto: senza collegamenti sicuri non c'è turismo, non c'è lavoro, non c'è vita normale per chi abita nelle frazioni. Penso alla Fondovalle Panaro, alla Docciola, alla strada di Montespecchio. Un paese curato manda un messaggio preciso: qui ci tengono».

Lo spopolamento è uno dei principali problemi della montagna. Qual è la sua ricetta per contrastarlo?

«Aprire le porte a nuove attività e sostenere quelle esistenti, riqualificando la rete viaria per creare posti di lavoro. Ma bisogna anche rendere Montese un posto dove si lavora con standard moderni. La fibra ottica è un'opportunità: vogliamo spazi pubblici di coworking e incentivare lo smart working, perché vogliamo che le persone scelgano la montagna».

Idee per attrarre i giovani?

«Bisogna creare le condizioni per non costringere i giovani a cercare opportunità altrove e incentivare l'aggregazione sociale. Lo smart working può attrarre giovani nuclei familiari. Vogliamo allargare i posti all'asilo nido in convenzione con i comuni vicini e istituire un indirizzo musicale alle scuole medie, per dare opportunità senza lasciare il territorio».

La sanità è un altro tema molto sentito, a partire dalla carenza di medici di base. La Casa della Comunità può essere una soluzione?

«Può essere una parte importante, purché siano destinate le risorse necessarie. È fondamentale il mantenimento dell'infermiere H24 e il sostegno al volontariato. Vogliamo anche un Centro Diurno presso la casa anziani per assistenza specializzata e per contrastare l'isolamento sociale, uno dei problemi più silenziosi ma più gravi».

La sua ricetta per sostenere il piccolo commercio locale?

«I nostri commercianti devono poter lavorare in un contesto accogliente, sicuro e decoroso. Per un paese turistico l'accoglienza è tutto. Un centro curato è già un sostegno diretto al commercio. Puntiamo anche al riconoscimento degli hub urbani di prossimità, che apre l'accesso a linee di finanziamento regionali concrete».

Quali le proposte principali per incrementare il turismo?

«Sport, cultura, natura ed enogastronomia devono creare un’offerta integrata. Puntiamo sulla strategia “overbooking neve” per intercettare turisti quando le piste sono sature, sul recupero dell’Ostello della Gioventù per gruppi e federazioni, e su esperienze enogastronomiche come il weekend del tosone e le visite ai caseifici».

E per il mondo sportivo?

«Far conoscere le nostre strutture alle realtà provinciali per sviluppare vacanze di gruppi giovanili. Vogliamo intervenire su piazza Brasile, sulla piscina per allungarne la stagione e sull’Area Bago come polo polifunzionale. Stiamo ragionando su un centro federale di pattinaggio e hockey su ghiaccio, in sinergia con l'ostello».

C'è un potenziale ancora inespresso a Montese secondo lei?

«Assolutamente sì. La rete sentieristica offre scorci straordinari: maestà, lavatoi, percorsi legati al ciclo dell’acqua. Con tecnici preparati si potrebbe aprire alle ippovie per un turismo lento e di qualità. Il patrimonio storico dei Montecuccoli e della Linea Gotica merita un sistema museale integrato con i comuni vicini».

Perché i montesini dovrebbero sceglierla?

«Perché conoscono il mio percorso politico e professionale e i criteri con cui ho scelto la mia squadra. Non veniamo a raccontare favole: la situazione è complessa e ci vorrà metodo. Offriamo trasparenza, programmazione e rispetto per ogni euro pubblico, con un pensiero costante a chi ha più bisogno».

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