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Daniele Berti, candidato sindaco a Montese: «Stop spopolamento: più servizi e lavoro»

di Daniele Montanari
Daniele Berti, candidato sindaco a Montese: «Stop spopolamento: più servizi e lavoro»

Il 24 e 25 maggio saranno chiamati alle urne anche i cittadini di Montese per il rinnovo dell’amministrazione comunale.

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MONTESE. Il 24 e 25 maggio saranno chiamati alle urne anche i cittadini di Montese per il rinnovo dell’amministrazione comunale. La sfida sarà a due, tra Daniele Berti e Carlo Castagnoli, alla guida di due liste civiche. Daniele Berti, 34 anni, vicesindaco uscente, ha scelto di proseguire il percorso in autonomia dopo che la giunta guidata da Matteo Deluca ha deciso di non ricandidarsi. Intorno a lui è nata la lista “Progetto Montese”, composta da un gruppo totalmente nuovo per affrontare le sfide del territorio con uno sguardo al futuro. Sfiderà Carlo Castagnoli, 54 anni, già sindaco dal 2004 al 2009.

L’intervista

Cosa l’ha spinta a candidarsi a Montese?

«Mi sono candidato perché amo Montese e credo che questo territorio abbia bisogno di concretezza, competenza, capacità di ascolto e visione per il futuro. Ho deciso di mettermi a disposizione con spirito di servizio e con la volontà di costruire un paese più vivibile e vicino ai cittadini».

Qual è la priorità per il paese?

«La priorità oggi è la viabilità. Per un territorio montano come il nostro, avere strade sicure e collegamenti efficienti significa garantire lavoro e servizi e, di conseguenza, migliorare la qualità della vita. Dobbiamo occuparci delle cose concrete che toccano la vita quotidiana delle persone».

Lo spopolamento è uno dei principali problemi della montagna. Qual è la sua ricetta per contrastarlo?

«Contrastare lo spopolamento significa rendere Montese un luogo dove conviene vivere, lavorare e costruire il proprio futuro. Servono servizi efficienti, infrastrutture digitali, sostegno alle imprese, incentivi per nuove attività e politiche attente alle giovani famiglie. La montagna deve tornare a essere una scelta di qualità, non un sacrificio».

Idee per attrarre i giovani?

«Penso sia fondamentale coinvolgerli realmente, perché troppo spesso si parla dei giovani senza ascoltarli davvero. Un primo passo importante può essere l’istituzione del Consiglio Comunale dei ragazzi nelle scuole medie: uno strumento di educazione civica, partecipazione e responsabilità, capace di avvicinare i più giovani alle istituzioni e al territorio. Un secondo passo deve essere quello di creare un collegamento più forte tra giovani e mondo del lavoro, valorizzando il rapporto con le imprese locali e costruendo occasioni concrete di formazione, orientamento e crescita professionale».

La sanità è un altro tema molto sentito, a partire dalla carenza di medici di base. La Casa della Comunità è una soluzione?

«La Casa della Comunità può essere parte della soluzione, ma deve essere una struttura adeguata, dotata di spazi e strumenti idonei che consentano a medici e operatori di lavorare nelle migliori condizioni. In questo senso, anche la telemedicina può rappresentare un supporto importante per ridurre gli spostamenti e garantire ai cittadini un’assistenza più rapida, continuativa ed efficace. Il problema della carenza di personale sanitario va affrontato con forza insieme all’Ausl e alla Regione».

La sua ricetta per sostenere il piccolo commercio locale?

«Meno burocrazia e più collaborazione. Sarà importante lavorare su commercio, turismo e filiere locali, perché un paese è vivo se i negozi restano aperti e diventano un punto di riferimento per la comunità. Se chiudono i negozi, il paese si spegne».

Quali le proposte principali per incrementare il turismo?

«Montese ha tutto: natura, storia, tranquillità, buon cibo e paesaggi bellissimi. Dobbiamo imparare a raccontarlo meglio e lavorare insieme come territorio. Le parole d’ordine sono: sentieri curati, eventi ben organizzati, promozione online, pacchetti esperienziali e collaborazione con Pro Loco, associazioni e attività locali».

E per il mondo sportivo?

«Lo sport è salute, socialità ed educazione. Le associazioni sportive fanno un lavoro enorme e spesso silenzioso: sostenere chi organizza attività è fondamentale. Bisogna investire cifre importanti sulla riqualificazione e sull’ammodernamento degli impianti sportivi: palestra, piscina e area di piazza Brasile».

C’è un potenziale ancora inespresso a Montese secondo lei? Se sì, quale?

«Sì, credo che il grande potenziale di Montese sia la qualità della vita che può offrire. Oggi sempre più persone cercano luoghi sicuri, vivibili, immersi nella natura ma con servizi adeguati. Se sapremo valorizzare bene il territorio e le nostre eccellenze locali, Montese potrà diventare ancora più attrattiva».

Perché i montesini dovrebbero sceglierla?

«Non mi interessa fare promesse irrealistiche: preferisco parlare chiaro e lavorare seriamente ogni giorno per il bene del paese. Voglio un Comune che ascolti di più, comunichi meglio e che sia davvero vicino ai cittadini». 

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