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Enzo Cavani, candidato sindaco a Vignola

Enzo Cavani, candidato sindaco a Vignola

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Vignola Parte dal segno della partecipazione la corsa elettorale di Enzo Cavani, candidato sindaco sostenuto dalla lista “Vignola Cambia” in vista delle amministrative 2026. Settantasei anni, attuale consigliere di maggioranza, Cavani si propone come interprete di un progetto civico che punta a ridefinire il rapporto tra cittadini e istituzioni, mettendo al centro un modello di amministrazione condivisa. «L’elemento fondante è per noi la partecipazione, una sorta di impronta genetica che permea tutta l’azione di Vignola Cambia», si legge nel documento programmatico. Un principio che si traduce nella volontà di promuovere «democrazia partecipativa e democrazia diretta», cioè un «interscambio progettuale fra istituzioni amministrative e cittadini». Un’impostazione che si pone in alternativa ai modelli tradizionali, considerati spesso autoreferenziali: «Partecipazione, realtà sconosciuta ai partiti tradizionali, adagiati il più delle volte sulla rappresentazione di sé stessi». Tra i punti centrali del programma emerge il tema della manutenzione del territorio, affrontato con un approccio strutturale. La proposta è quella di individuare una delega specifica in giunta per contrastare il degrado urbano, considerato una delle principali cause di insicurezza percepita. «Il degrado produce insicurezza, e l’insicurezza, abbinata quasi sempre alla paura del diverso, va combattuta», attraverso una pluralità di strumenti che vanno «dalla prevenzione alla coazione, dai processi educativi alla conoscenza diffusa». In questo quadro, il decoro urbano diventa «componente imprescindibile per arrivare a produrre una vivibilità trasversale».

Altro nodo strategico è quello della viabilità e della mobilità, due temi strettamente connessi in una città che, secondo la lista, «soffre di mal di traffico». Tra le proposte più immediate figura il ripristino del doppio senso di marcia lungo corso Italia, oggi regolato a senso unico e ritenuto causa di criticità. Ma lo sguardo si allarga anche al medio-lungo periodo, con l’obiettivo di «ridimensionare l’uso illimitato delle auto private, a vantaggio di una mobilità alternativa e funzionale». Il cambiamento, si sottolinea, dovrà passare anche attraverso un’evoluzione culturale, favorita dal coinvolgimento diretto della comunità e da investimenti in trasporto pubblico, piste ciclabili e percorsi educativi.

Il programma affronta inoltre il tema dell’accessibilità, prevedendo una «mappatura delle barriere architettoniche dell’intero territorio comunale in funzione di una rimozione totale», con l’intento di rendere la città più inclusiva.

Particolare attenzione è riservata anche al centro storico, per il quale si ipotizza una revisione complessiva della viabilità al fine di limitare il traffico veicolare e favorire una fruizione più sostenibile: «L’obiettivo è dare impulso a una rinnovata vivibilità del luogo per abitanti e turisti che si muovano a piedi». Tra le ipotesi in campo figura anche una zona a traffico limitato per i non residenti, insieme a una regolamentazione più chiara dell’uso di biciclette e monopattini.

Forte e netta è la posizione sul tema ambientale. «Consideriamo irrinunciabile lo stop al consumo di suolo», viene ribadito, sottolineando come Vignola sia già «super abitata, super frequentata, super edificata» e quindi bisognosa di spazi verdi, parchi e aree libere. In questa prospettiva si inserisce anche la critica a nuovi interventi su terreni agricoli, ritenuti incompatibili con una visione sostenibile dello sviluppo urbano. Completano il quadro alcune proposte mirate, tra cui la creazione di uno spazio giovani in centro storico, l’ipotesi di un corso universitario a Palazzo Barozzi, la rapida approvazione del Piano urbanistico generale e una maggiore presenza della polizia locale sulle strade, anche con servizi a piedi. Un programma articolato, dunque, che punta a coniugare qualità urbana, sostenibilità e partecipazione, con l’obiettivo di costruire una Vignola più vivibile e condivisa.l

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