Maserati, il rilancio parte da due nuovi modelli di lusso: l’anticipazione nell’Investor Day di Stellantis
Dal Michigan l’amministratore delegato Antonio Filosa scongiura le voci di un passaggio ai cinesi della Casa del Tridente e presenta un piano quinquennale con un investimento da 60 miliardi di euro
MODENA. Il rilancio di Maserati passa da due nuovi modelli appartenenti al segmento E, ovvero vetture di fascia alta e di grandi dimensioni. Una dovrebbe essere la erede della Quattroporte da lungo tempo attesa (le ultime sono state prodotte nel 2024) e l’altra il Suv che sostituirà il Levante, altro progetto rinviato più volte in attesa di chiarire il futuro del marchio.
Il futuro di Maserati
Durante l’Investor Day di Stellantis svoltosi ieri ad Auburn Hills, Michigan (Usa), l’amministratore delegato del Gruppo Antonio Filosa ha confermato la volontà di rafforzare il marchio del Tridente, inquadrandolo come un brand forte di una relazione unica con la propria clientela e con il territorio dove è cresciuto. All’interno della nuova architettura industriale di Stellantis Maserati è stata collocata al vertice della piramide aziendale, come l’unico e indiscusso marchio di “puro lusso” del gruppo: probabilmente per proteggere il valore del brand e l’esclusività del Tridente dalle logiche di massificazione che regolano i marchi generalisti e premium di Stellantis. Per via Ciro Menotti non si parlerà dunque nel prossimo futuro di ottimizzazioni industriali orientate esclusivamente all’abbattimento dei costi, bensì di un consolidamento e di un rafforzamento della sua identità di marchio esclusivo. Piccoli volumi ma grandi margini di guadagno. Per conoscere i dettagli esatti di quello che ha in mente Stellantis per Maserati bisognerà attendere ancora qualche mese: solo nel dicembre prossimo, a Modena, i vertici del gruppo automobilistico illustreranno infatti i piani finanziari e i nuovi prodotti del Tridente da qui al 2030.
La gamma del marchio è oggi ritenuta comunque già altamente competitiva e di grande rilievo. Sembra dunque sventato il rischio di una cessione dell’azienda, più volte paventato, con il nome di Maserati affiancato ultimamente a brand cinesi. L’impegno rivolto a Maserati si inserisce all’interno di un piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro, valido fino al 2030. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha sottolineato come la volontà sia quella di gestire in modo sempre più efficace un portafoglio di marchi che non ha eguali sul mercato, assegnando a ognuno di essi un ruolo chiaro.
Il piano di Stellantis per ciascun marchio
La strategia globale di Stellantis prevede infatti oltre 60 lanci di nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi da qui alla fine del decennio. La transizione ecologica giocherà un ruolo da protagonista, con la previsione di mettere in cantiere 29 veicoli elettrici a batteria, 15 vetture ibride plug-in o ad autonomia estesa e 24 ibride tradizionali, a cui si affiancheranno 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid. Per sostenere questo sviluppo, il piano destina il 70% degli investimenti a quattro marchi globali con un alto potenziale di redditività, identificati in Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, oltre alla divisione commerciale Pro One. Parallelamente, cinque marchi regionali molto radicati nei rispettivi mercati, tra cui Alfa Romeo, Citroën e Opel, beneficeranno di progetti condivisi per accrescere la loro distintività. Infine, un nuovo assetto gestionale coinvolgerà due marchi storici come Lancia e Ds, che verranno sviluppati come brand specializzati e gestiti rispettivamente da Fiat e Citroën.
Il commento di John Elkann
«Un piano ambizioso ma realistico, basato sulla responsabilità e su una profonda conoscenza dei mercati in cui operiamo». Lo ha detto John Elkann, presidente di Stellantis, ad Auburn Hills. «Le sfide che ci troviamo ad affrontare sono reali e, per avere successo, è importante essere trasparenti al riguardo. Allo stesso tempo, le opportunità che ci si presentano sono altrettanto concrete e vi mostreremo come le coglieremo con creatività, energia e sempre con disciplina» ha sottolineato Elkann. I mercati borsistici non hanno gradito troppo però quanto presentato dai vertici del Gruppo: a Milano il titolo di Stellantis giovedì 21 maggio è sceso del 2% (a New York invece del 3%) e dall’inizio dell’anno del 35%.
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