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Prof sotto choc dopo la strage in centro a Modena: la lettera commovente dei suoi studenti


	Silvano Ruccolo, a destra durante i terribili attimi vissuti in centro
Silvano Ruccolo, a destra durante i terribili attimi vissuti in centro

Silvano Ruccolo, insegnante 37enne del Meucci di Carpi, era a pochi passi da Luca Signorelli: ha rischiato di essere travolto dall’auto di Salim El Koudri e poi ha aiutato i soccorsi. Per alcuni giorni è rimasto a casa da scuola: «Siamo con lei», hanno scritto i suoi ragazzi

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CARPI. «Professore, abbiamo ricevuto la notizia di quello che è avvenuto sabato a Modena. Le stiamo scrivendo questa lettera per darle il nostro conforto. Non riusciamo a immaginare quello che ha potuto provare in quell’istante, è stato molto sveglio e intuitivo».
La strage di sabato 16 maggio ha fatto incrociare i destini di due professori. Senza che si conoscano, sebbene lavorino vicino, hanno molte cose in comune. Entrambi insegnanti, entrambi lavorano a Carpi, entrambi approdano all’insegnamento dopo aver lavorato nel privato. Entrambi alle prese con un concorso: uno lo supera nel 2025 mentre è in servizio al “Barozzi” e ora è di ruolo al “Meucci” di Carpi. Si chiama Silvano Ruccolo, ha 37 anni, è molisano di Bonefro, e insegna economia aziendale. L’altro è Luca Signorelli, si prepara per il concorso anche lui e lavora al “Vallauri”.

Entrambi sabato 16 transitano in via Emilia a Modena mentre un giovante lancia la sua auto prima contro i passanti del marciapiede di destra, poi verso l’altro lato terminando la corsa contro una signora che nello schianto perde le gambe. Silvano ha appena preso il caffè con un’amica e con lei si dirige verso il Duomo. All’improvviso sente dei boati alle spalle, intravede un’auto correre verso di loro, riescono a schivarla.

La vedono poi cambiare traiettoria e dirigersi verso il marciapiede opposto. Silvano accorre e vede da vicino quelle scene raccapriccianti. È l’inferno.

Percepisce le urla dei presenti. Vede l’investitore uscire dalla macchina e scappare brandendo un coltello e lo insegue. Senza guardarsi l’un l’altro, fa la stessa cosa Signorelli, che per primo riesce ad atterrare l’investitore guadagnandosi due coltellate.

Accorrono alcuni stranieri che tutti assieme bloccano il giovane, Silvano lo tiene per una gamba. Si sgola contro un italiano che vorrebbe vendicarsi per una coltellata che avrebbe poco prima colpito la sua camicia. Lui lo prega di desistere: «Evitiamo di passare dalla parte del torto», gli intima. Poi si alza e chiama il 118. Altri lo avevano già fatto ma lui urla lo stesso: «Fate preso, qui c’è stata una strage». Il prof è ancora in stato di choc, la sua preside gli chiede di stare a riposo, lui non dorme più, si affida assieme alla sua amica agli psicologi dell’Ausl. Ieri l’altro quale consiglio terapeutico torna sul luogo del delitto, qui vede un mazzo di fiori, la cosa gli fa bene. Ma ancora di più gli giova la lettura delle parole genuine scritte per lui dai suoi giovani alunni: «Noi siamo con lei – così si chiude il testo affidato a un foglio – e vogliamo darle un supporto psicologico. Lei è il nostro prof e ci deve portare alla maturità. Le promettiamo che dal prossimo anno ci impegneremo a stare in silenzio durante le sue lezioni e cercheremo di impegnarci nello studio. La aspettiamo per farci piazzare altre note. La sua terribile 1-S», firmano in coda gli studenti e le studentesse.

Ruccolo è rientrato in cattedra venerdì scorso, commosso per il pensiero che i suoi ragazzi hanno avuto per lui.


 

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