Gazzetta di Modena

Modena

Il dibattito

Caro carburanti e lo stop ai viaggi di lavoro con l’auto privata: «Il confronto c’è, ma serve sostenibilità»

Caro carburanti e lo stop ai viaggi di lavoro con l’auto privata: «Il confronto c’è, ma serve sostenibilità»

Legacoop Estense e Confcooperative Terre d’Emilia replicano alla posizione dei sindacati, che chiedono un aumento del rimborso chilometrico o un’auto privata per le operatrici sociosanitarie e socioeducative

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Come centrali cooperative, esprimiamo sconcerto nel leggere la posizione inviata alla stampa dai sindacati, in merito al riconoscimento dell’indennità chilometrica ai lavoratori delle cooperative sociali, posizione che, dal nostro punto di vista, non rappresenta correttamente il confronto avvenuto sui tavoli sindacali e rischia di veicolare un messaggio fuorviante». Così Legacoop Estense e Confcooperative Terre d’Emilia intervengono replicando alla posizione dei sindacati in merito al riconoscimento dell’indennità chilometrica per la cooperazione sociale.

Il confronto

«Ripercorrendo i fatti - riprendono le centrali coopertive - il 6 maggio scorso si è tenuto l’incontro sindacale per il rinnovo dell’integrativo provinciale delle cooperative sociali. Al centro del confronto, tra gli altri punti, la disciplina del rimborso chilometrico per l’uso del mezzo proprio per motivi di servizio. Le organizzazioni sindacali hanno presentato una richiesta di aumento dell’indennità attualmente prevista, volta ad adeguare il rimborso al costo reale dei carburanti e all’aumento delle spese di gestione del veicolo. Le centrali cooperative, dopo un passaggio di consultazione con le proprie associate e tenuto conto dell’attuale aumento del prezzo del carburante, hanno formulato una controproposta, che si discosta di poco dalla richiesta sindacale: a fronte di una richiesta da parte dei sindacati di un riconoscimento di 0,45 euro per chilometro per 5 mesi, la controproposta avanzata dalle centrali cooperative è di 0,42 euro, una cifra comunque superiore rispetto a quanto ad oggi riconosciuto, così come stabilito dall’integrativo provinciale vigente. Le organizzazioni sindacali, a quel punto, hanno deciso di interrompere la negoziazione invitando i lavoratori a rifiutare l’utilizzo del proprio mezzo a scopo lavorativo, di fatto generando, in alcune situazioni, problematiche organizzative poi strumentalizzate».

Serve sostenibilità

«Le centrali cooperative - aggiungono Legacoop Estense e Confcooperative Terre d’Emilia - sono sempre state e sono tuttora disponibili a contrattare sui tavoli sindacali, al fine di riconoscere a lavoratori e lavoratrici condizioni migliorative. L’aumento dei costi a carico dell’impresa deve però necessariamente tenere conto della sostenibilità economica che, a sua volta, dipende dal valore dei servizi riconosciuto dagli appalti. Aspetto su cui, già da anni, come centrali cooperative portiamo l’attenzione sia dei sindacati sia degli enti pubblici. La cooperazione sociale continua a svolgere quotidianamente, con responsabilità e grazie alla competenza e alla professionalità di migliaia di profili altamente qualificati, servizi di valore che garantiscono la tenuta del welfare del nostro territorio, facendo fronte a progressivi aumenti di costi, senza che a questo corrisponda un’adeguata revisione delle tariffe riconosciute dai committenti. Le coop sociali sono le prime a richiedere il riconoscimento del giusto valore per i servizi svolti e vorremmo che il sindacato fosse dalla nostra parte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google