Il Distretto carpigiano piange Angelo Frignani: «Era uscito in bici, poi la tragedia»
L’imprenditore vittima dell’incidente a Soliera. Il figlio Massimiliano: «Amava la famiglia, un padre straordinario»
CARPI. «Era una persona buona, un imprenditore conosciuto, un padre fantastico. Ancora non riusciamo a credere a ciò che è successo». È Massimiliano Frignani a ricordare il padre Angelo, ciclista morto nell’incidente stradale di domenica scorsa (24 maggio). Il tragico schianto è avvenuto in via Grande O Rosa a Limidi di Soliera: l’81enne è stato travolto da un’auto all’incrocio con via Lamette. «Era di ritorno dopo un giro insieme ad alcuni amici, in quel momento era solo, a pochi chilometri da casa. Era una domenica mattina come tante altre, aveva detto a mia madre che sarebbe tornato prima di pranzo, andare in bici era una delle sue passioni. Poi la chiamata. Non volevamo crederci».
Il ricordo
Frignani era un imprenditore in pensione: «Aveva un’azienda piuttosto conosciuta a Carpi - continua il figlio - la Frignani Tessiture, che ha venduto ai dipendenti nel 2008. Era originario di Bondeno, poi negli anni ’70, nel boom della maglieria, si è trasferito a Carpi. Prima come dipendente poi come imprenditore, socio di diverse società, ha fatto del lavoro la propria passione, sempre con grande dedizione e rispetto nei confronti di tutti: soci, imprenditori, fornitori. Era apprezzato e amato: una persona seria, con i piedi per terra, un grande lavoratore. A me e a mio fratello Gianluca non ha mai fatto mancare nulla, così come agli amatissimi nipoti Nicolò e Alice, per non parlare della moglie, nostra madre, Paola, che ora è lacerata dal dolore. Mio padre era il punto di riferimento di tutti». Sono tanti i messaggi di condoglianze e cordoglio arrivati dopo la notizia della tragedia. La Frignani Tessiture era un’azienda ben inserita nel distretto tessile carpigiano, fornitrice di aziende leader, una realtà che ha contribuito a rendere grande il comparto della maglieria della città. Angelo, dopo la pensione, si è dedicato alla famiglia, ai figli e ai nipoti, e al suo hobby per la bicicletta. I funerali non sono ancora stati disposti.
L’incidente
La tragedia è avvenuta domenica mattina intorno alle 11, quando un’auto guidata da una 54enne, per cause in corso di ricostruzione, ha travolto l’uomo. Uno schianto violentissimo, come testimoniano le condizioni dei mezzi, con il parabrezza andato completamente distrutto. L’anziano è stato sbalzato a diverse decine di metri dal punto di impatto, precipitando nel canale a lato della carreggiata, con circa 20 centimetri di acqua stagnante. Anche la bicicletta è stata ritrovata nella banchina della strada, con il telaio accartocciato. Immediata la chiamata ai soccorsi. Sul posto sono intervenute un’automedica e un’ambulanza del 118 ed è stato attivato anche un elisoccorso, decollato da Bologna e atterrato nei campi circostanti il luogo dell’incidente. Le condizioni dell’uomo sono parse da subito gravissime e per le manovre di soccorso il personale sanitario è stato coadiuvato dai vigili del fuoco. I pompieri si sono occupati di recuperare l’uomo dal letto del canale e posizionarlo sull’argine. I sanitari hanno quindi proceduto con disperati tentativi di rianimazione, purtroppo vani. Il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
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