Muore intrappolato nell’auto in fiamme dopo l’incidente: Pietro Nocera aveva 31 anni
Lo schianto è accaduto in provincia di Treviso domenica sera, 24 maggio: il ragazzo viaggiava come passeggero sulla Toyota Auris guidata da un coetaneo del posto. L’identificazione della vittima è avvenuta solo nelle ultime ore
TREVISO. Uno schianto nel cuore della notte, la macchina che viene avvolta subito da fiamme tremende. Il passeggero che fa una fine orribile, morendo carbonizzato. Il conducente che viene estratto vivo, ma con lesioni gravissime e in stato di choc. È accaduto nella serata di domenica 24 maggio in provincia di Treviso, lungo la Statale 33 nei pressi di Spresiano. La vittima è il 31enne modenese Pietro Nocera, trasferitosi da pochi mesi nel Trevigiano per motivi di lavoro, riconosciuto soltanto nelle ultime ore dopo le difficoltà iniziali: il corpo infatti era straziato in modo orribile e i documenti sono andati distrutti nell’incendio. Dopo lo spegnimento dell’incendio da parte dei vigili del fuoco, la salma è stata recuperata dalla Protezione civile di Montebelluna.
L’incidente
Erano le 23.30 circa quando è successo tutto. Secondo una prima ricostruzione, i due giovani erano a bordo di una Toyota Auris ibrida che ha sbandato a seguito di un sorpasso, finendo fuori strada in un fossato. Un impatto tremendo, a seguito del quale l’auto si è incendiata, e i due sono rimasti intrappolati tra le lamiere. Terribile la fine per Nocera, avvolto dalle fiamme e morto carbonizzato nell’abitacolo. Il conducente, un 31enne residente in zona, a Tavagnacco, è stato invece estratto dai soccorritori in tempo per salvargli la vita. Ma riportando lesioni gravissime che hanno portato al suo ricovero in terapia intensiva, con prognosi riservata. Prima di entrare in coma, pare abbia detto ai soccorritori che la vittima era residente nel Modenese, ma null’altro, visto che i due non si conoscevano bene.
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