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L’analisi

Guerre e petrolio agitano i mutui: «Tasso fisso o varabile, qual è meglio scegliere e perché»

Guerre e petrolio agitano i mutui: «Tasso fisso o varabile, qual è meglio scegliere e perché»

L’esperto Pasquale Panzarino, responsabile direzione “Privati” di Bper Banca: «Sul breve ok il variabile, sul lungo meglio la rata certa. Il mercato in Emilia Romagna e in particolare a Modena è in crescita»

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MODENA. Nel mondo iperconnesso di oggi una guerra lontana, quella del Golfo ai pasdaran iraniani da parte di Usa e Israele, ha conseguenze dirette sui nostri portafogli, sui mutui di molti in Italia. L’instabilità, infatti, incide molto sui mercati e quindi sui prestiti richiesti alle banche e per districarsi in una materia complessa abbiamo chiesto lumi e un’analisi a Pasquale Panzarino, responsabile direzione “Privati” di Bper Banca.

Dottor Panzarino,qual è attualmente la situazione mutui?

«Oggi il mercato dei mutui in Italia evidenzia segnali di ripresa e una crescita della domanda. Dopo una fase di rallentamento le richieste di finanziamento sono tornate ad aumentare già nel ’25 e si mantengono su livelli vivaci anche quest’anno. In tale contesto, un ruolo importante è svolto dal mercato immobiliare che continua a mostrare volumi sostenuti di compravendite (oltre 700mila transazioni annue) e una crescita dei prezzi contenuta. Le erogazioni in Italia a famiglie per l’acquisto dell’abitazione è di circa 56 miliardi di euro».

A livello locale invece?

«Il mercato dei mutui in Emilia Romagna e in particolare nell’area di Modena, sta mostrando segnali concreti di crescita e consolidamento, confermandosi tra i territori più dinamici in Italia. La regione conferma il suo peso intorno al 10% (circa 5 miliardi di euro) e si posiziona al terzo posto nel ranking nazionale, mentre la provincia di Modena si colloca attorno ai 700-750 milioni».

In media quanto vale un mutuo?

«L’importo medio è oggi intorno ai 150 mila euro. Il territorio modenese, in particolare, si distingue per una domanda solida e orientata prevalentemente alla prima casa che rappresenta oltre il 65% delle richieste».

Tasso fisso o variabile?

«Continua a prevalere il tasso fisso che rappresenta la soluzione di riferimento per la clientela grazie alla certezza della rata. Nel complesso, il mercato dei mutui a Modena e in Emilia Romagna si presenta oggi solido, in espansione e sostenuto da fondamentali positivi. Le banche giocano un ruolo centrale nel supportare questa crescita, accompagnando le famiglie nelle scelte».

Consiglia quindi il tasso fisso?

«La scelta deve essere letta in funzione del profilo del cliente e dello scenario economico. Oggi ci troviamo in un contesto ancora incerto: i tassi ufficiali sono stabili, ma i parametri di mercato continuano a muoversi e in questo quadro il tasso variabile può risultare più conveniente nel breve periodo, ma espone maggiormente al rischio di oscillazioni. In Bper Banca riteniamo che l’approccio più prudente sia orientarsi verso il fisso».

Chi va in difficoltà con le rate che fa?

«Per questi clienti esistono diverse soluzioni ed è fondamentale rivolgersi tempestivamente alla banca. Il nostro approccio è quello di affiancare il cliente per individuare la soluzione più adeguata al singolo caso e assumono un ruolo rilevante anche le coperture assicurative che pur non essendo obbligatorie rappresentano un elemento fondamentale di tutela».

Come è cambiata la situazione mutui tra guerra a Kiev e in Iran?

«La situazione dei mutui per famiglie e imprese è cambiata in modo significativo negli ultimi anni, seguendo da vicino l’evoluzione del contesto geopolitico ed economico. Nel ’22 assistemmo a uno shock inflazionistico molto forte e ciò fece registrare aumenti importanti delle rate dei mutui a tasso variabile. Dal ’24 il quadro ha iniziato gradualmente a normalizzarsi e oggi siamo entrati in una fase diversa, con un contesto di incertezza strutturale. Il tema centrale torna a essere quello energetico, con possibili riflessi su inflazione e costo del denaro. Questo si traduce in un mercato dei mutui più stabile, ma più sensibile agli shock esterni».

Può spiegare in termini semplici come funziona l’aumento dei mutui?

«Il costo dei mutui dipende da un meccanismo a catena che parte dal contesto internazionale e arriva direttamente fino alla rata. In un contesto instabile aumenta il prezzo di materie prime come petrolio e gas e di conseguenza aumentano i costi di produzione. Questo si traduce in inflazione, l’aumento dei prezzi e a quel punto le banche centrali intervengono sui tassi di interesse per riportare sotto controllo l’inflazione. Ciò si riflette sui mutui perché se i prezzi salgono le banche devono applicare tassi che tengano conto dell’inflazione. È un passaggio diretto: più inflazione significa tassi più alti e quindi mutui più costosi. Comunque la domanda resta sostenuta perché il mattone viene visto come un bene rifugio e fonte di reddito».

I redditi nell’ultimo anno sono in leggera crescita, vero?

«La crescita dei redditi delle famiglie è sostenuta dal miglioramento dell’occupazione e da una dinamica salariale più favorevole. Tuttavia il risultato si inserisce in un contesto ancora segnato dall’erosione del potere d’acquisto registrata negli anni precedenti quindi il quadro attuale vede un recupero in atto, ma non completo».

Migliorano le cose per le giovani coppie che investono sulla vita comune?

«Osserviamo un cambiamento importante: pur in presenza di un contesto che presenta ancora elementi di complessità si osserva ora una situazione più favorevole da questo punto di vista».

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