La Costituzione della Repubblica italiana in regalo ai lettori della Gazzetta di Modena
Martedì 2 giugno, festa della Repubblica, la troverete in edicola come omaggio insieme al nostro quotidiano. Ecco perché leggere o rileggere un magnifico libro, bussola per i cittadini consapevoli
MODENA. Martedì 2 giugno, festa della Repubblica, con la Gazzetta di Modena riceveremo in omaggio la Costituzione della Repubblica italiana: questo piccolo grande volume merita un posto nelle nostre case, accanto ai libri migliori, quelli ci hanno permesso di sognare, di viaggiare con la fantasia, che ci hanno fatto crescere e diventare cittadini.
Il posto giusto per la nostra Carta è proprio lì, accanto ai romanzi di formazione, alle storie più belle. È un testo magnifico, con principi che resistono ai tempi, anche a quelli bui e duri, che può entusiasmare, renderci orgogliosi, consapevoli di quanto siano nobili i principi enunciati ottant’anni fa, quando ancora bruciavano le ferite del regime fascista e della guerra. C’è chi la definisce la Costituzione migliore al mondo e probabilmente è così. Vale la pena di leggerla da cima a fondo, almeno una volta nella vita, per capirne la grandezza e renderci conto di quanto sia ancora imperfetta la società in cui viviamo.
Esiste una distanza tra quanto i Padri costituenti hanno indicato e la realtà dell’Italia di oggi. Esserne consapevoli è il primo passo verso una migliore Repubblica, nata il 2 giugno del 1946 ma ancora incompleta. Molto è stato fatto, molto c’è ancora da fare se si legge che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”; se i lavoratori devono ricevere una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”; se lo Stato deve favorire “l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione” e se nelle carceri “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Invece, le carceri sono un inferno sovraffollato dove ci si uccide, la casa resta per tanti un miraggio, il lavoro – quando c’è – è spesso precario, senza garanzie e malpagato.
La Costituzione per tutti, per i politici e per gli elettori, non è un libro dei sogni, ma un programma di lavoro, un metro di giudizio, è una bussola da seguire, ci fa capire i limiti di oggi e ci svela l’obiettivo di domani: l’Italia dei diritti e della dignità pensata dai Padri costituenti e descritta nella Costituzione. Ne sentiamo sempre parlare, martedì 2 giugno la Gazzetta ce la regala. Leggiamola.
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