Gazzetta di Modena

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L’omaggio

La Costituzione della Repubblica italiana in regalo ai lettori della Gazzetta di Modena

di Giovanni Gualmini
La Costituzione della Repubblica italiana in regalo ai lettori della Gazzetta di Modena

Martedì 2 giugno, festa della Repubblica, la troverete in edicola come omaggio insieme al nostro quotidiano. Ecco perché leggere o rileggere un magnifico libro, bussola per i cittadini consapevoli

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MODENA. Martedì 2 giugno, festa della Repubblica, con la Gazzetta di Modena riceveremo in omaggio la Costituzione della Repubblica italiana: questo piccolo grande volume merita un posto nelle nostre case, accanto ai libri migliori, quelli ci hanno permesso di sognare, di viaggiare con la fantasia, che ci hanno fatto crescere e diventare cittadini.

Il posto giusto per la nostra Carta è proprio lì, accanto ai romanzi di formazione, alle storie più belle. È un testo magnifico, con principi che resistono ai tempi, anche a quelli bui e duri, che può entusiasmare, renderci orgogliosi, consapevoli di quanto siano nobili i principi enunciati ottant’anni fa, quando ancora bruciavano le ferite del regime fascista e della guerra. C’è chi la definisce la Costituzione migliore al mondo e probabilmente è così. Vale la pena di leggerla da cima a fondo, almeno una volta nella vita, per capirne la grandezza e renderci conto di quanto sia ancora imperfetta la società in cui viviamo.

Esiste una distanza tra quanto i Padri costituenti hanno indicato e la realtà dell’Italia di oggi. Esserne consapevoli è il primo passo verso una migliore Repubblica, nata il 2 giugno del 1946 ma ancora incompleta. Molto è stato fatto, molto c’è ancora da fare se si legge che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”; se i lavoratori devono ricevere una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”; se lo Stato deve favorire “l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione” e se nelle carceri “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Invece, le carceri sono un inferno sovraffollato dove ci si uccide, la casa resta per tanti un miraggio, il lavoro – quando c’è – è spesso precario, senza garanzie e malpagato.

La Costituzione per tutti, per i politici e per gli elettori, non è un libro dei sogni, ma un programma di lavoro, un metro di giudizio, è una bussola da seguire, ci fa capire i limiti di oggi e ci svela l’obiettivo di domani: l’Italia dei diritti e della dignità pensata dai Padri costituenti e descritta nella Costituzione. Ne sentiamo sempre parlare, martedì 2 giugno la Gazzetta ce la regala. Leggiamola.

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