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Avvocata perseguitata dal cliente: «Mesi terribili, ho temuto per me e i miei cari»

di Daniele Montanari
Avvocata perseguitata dal cliente: «Mesi terribili, ho temuto per me e i miei cari»

Quattro mesi di minacce, ingiurie, telefonate e Pec diffamatorie nei confronti di una penalista 37enne di Pavullo, con studio a Modena: il 30enne è stato arrestato

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MODENA. Ha perseguitato la sua avvocata – nonostante gli avesse evitato un processo – facendole vivere quattro mesi da incubo. Ma adesso agli arresti. Ancora reati da codice rosso, ancora donne nel mirino, stavolta addirittura un’avvocata difensore. Il protagonista della vicenda è un 30enne italiano, residente a Modena, dove è stato raggiunto lunedì sera, 1° giugno, dall’ordinanza con cui il gip, di fronte alla gravità delle condotte contestate, ha disposto per lui i domiciliari con l’accusa di stalking, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile guidata da Mario Paternoster.

La persecuzione

La vittima è un’avvocata penalista di 37 anni di Pavullo, ma con studio a Modena, che gli aveva fatto solo del bene. Nonostante avesse già delle condanne, era riuscita a fine gennaio a evitargli un nuovo processo per calunnia e sostituzione di persona, facendolo prosciogliere in sede di udienza preliminare. Invece che esserle grato, incredibilmente ha iniziato a prendersela con lei. Assurde le motivazioni: le ha detto in sostanza che avrebbe preferito andare a processo per difendersi in aula. È probabile invece che si fosse invaghito di lei, e che sperasse di creare un legame continuando a vedersi a processo.

Sta di fatto che l’uomo, già condannato una volta per stalking, si è reso recidivo. Ha iniziato a tempestarla con minacce e ingiurie telefoniche, email e messaggi (anche da un profilo falso) con contenuto gravemente minatorio e diffamatorio. E non si è fermato qui: ha inviato anche numerose Pec denigratorie su di lei e la sua attività professionale, indirizzandole all’Ordine degli avvocati, a forze di polizia e Procura. Alla luce delle prove raccolte dalla Mobile, per il 30enne è scattato l’arresto. In più, con l’intervento della Postale, è stata eseguita a casa sua una perquisizione con il sequestro di diversi dispositivi informatici. Dal loro esame, la sua posizione potrebbe aggravarsi.

La vittima

«Sono stati mesi terribili – sottolinea l’avvocata – ho dovuto cambiare le mie abitudini di vita, temendo sia per me che per le persone a me più care, come mio figlio, anche lui destinatario di minacce gravissime. Ho avuto seriamente paura quando ho visto che questa persona era riuscita, non so come, a conoscere il mio indirizzo di casa e ad avere dati sensibili dei miei famigliari. Ci tengo davvero a ringraziare la Mobile, non solo per le indagini ma anche per il modo in cui mi è stata vicino in questi mesi, e anche i carabinieri che mi hanno tutelato. E ovviamente grazie alla Procura di Modena, per la prontezza con cui ha agito».


 

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