Festa della Repubblica a Modena: le parole di Mattarella, la lezione degli studenti e le onorificenze
Cerimonia in piazza Roma, il messaggio del Presidente: «La Costituzione è alla base di tutto». La prefetta Triolo: «Importante accostare il valore del voto alle donne»
MODENA. Modena ha celebrato gli 80 anni della Repubblica in piazza Roma, all’ombra di Palazzo Ducale, con una cerimonia sobria ma molto sentita a cui hanno partecipato tutte le autorità civili e militari della provincia. Sotto il monumento dedicato a Ciro Menotti anche una rappresentanza dei corpi dell’esercito, tra cui gli Alpini e i cadetti dell’Accademia militare con il comandante Generale di Divisione Stefano Messina. In piazza anche molti cittadini che hanno gremito il parterre allestito per i festeggiamenti fin dalle 10, orario dell’alzabandiera che si è tenuta mentre la piazza ha cantato l’inno di Mameli guidato dalla voce del cadetto Alessio Marchetti.
Il messaggio di Mattarella
La prefetta di Modena, Fabrizia Triolo, ha accompagnato la solennità della celebrazione leggendo il messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato ai prefetti d’Italia affinché se ne facessero interpreti nelle iniziative promosse a livello locale. Tra i punti più importanti del discorso il presidente della Repubblica ha ricordato il valore storico del 2 giugno 1946, quando il popolo italiano scelse democraticamente la Repubblica dopo gli anni del fascismo, della guerra e della Liberazione. Un passaggio fondamentale della storia nazionale che vide anche la prima partecipazione delle donne al voto e che pose le basi della nuova Italia fondata sui principi costituzionali di libertà, uguaglianza, solidarietà e pace. Mattarella ha sottolineato anche come i valori della Costituzione continuino a vivere nell’impegno quotidiano di cittadini e istituzioni al servizio del bene comune, rendendo omaggio a quanti, in questi ottant’anni, hanno contribuito allo sviluppo del Paese. Un riconoscimento particolare è stato rivolto dal presidente ai prefetti, il cui lavoro è essenziale per garantire legalità, sicurezza, tutela delle libertà democratiche e gestione delle emergenze. Di fronte alle tensioni internazionali e alle nuove fragilità sociali, il capo dello Stato ha richiamato l’importanza dell’ascolto, del dialogo e della vicinanza ai cittadini, soprattutto alle giovani generazioni. «Rafforzare la fiducia tra istituzioni e comunità, promuovendo partecipazione democratica e coesione sociale, resta infatti una delle sfide più importanti per il futuro della Repubblica», ha concluso il presidente.
La lezione degli studenti
Momento clou della cerimonia modenese è stato l’intervento di quattro giovani appartenenti alla Consulta provinciale degli studenti che hanno portato una intensa riflessione sulla Repubblica, sul suo valore e sul suo vero significato di libertà, simulando un dialogo tra loro e il filosofo Seneca, mettendone in evidenza la straordinaria attualità delle sue parole. «Noi siamo i ragazzi della Consulta provinciale studentesca di Modena e oggi, festa degli 80 anni della Repubblica, ci terremmo a coinvolgervi in un dialogo riguardo alle idee di Seneca sulla Repubblica dei giorni nostri». Così hanno esordito in piazza Roma Giacomo Bortolotti del liceo Wiligelmo, Anna Giulia Medici del Muratori San Carlo, Sophie Calasanzio del liceo delle scienze umane Sigonio e Marta Bortolotti del Muratori e presidente della Consulta. «Per Seneca la Repubblica segna quel momento in cui un popolo cessa di sentirsi un gregge affidato ad un singolo pastore e diviene una comunità di uomini liberi – hanno affermato dal pulpito – Come scrive però il filosofo nel De Clementia, essere liberi non significa fare ciò che si vuole, ma vivere secondo ragione, senza catene imposte da un tiranno o dalle proprie passioni. Seneca ci invita a non abbandonarci dunque a comportamenti impulsivi o poco ragionati, poiché questi danno solo una illusione di quella che è la vita veramente libera». I quattro giovani, seguiti nel loro discorso dal pubblico presente con grande interesse, hanno poi toccato diversi temi tra cui quello del volontariato, facendo riferimento alle parole di Mattarella che, tempo fa, nel discorso che fece per passare il testimone a Modena come città capitale italiana del volontariato 2026, aveva definito i volontari “i veri patrioti di uno Stato”. «Ci avevano colpito molto le parole del presidente , perché ci hanno fatto capire che essere patrioti non significa fare grandi cose – hanno affermato – ma essere cittadini in grado di tendere le mani agli altri senza voltarsi dall’altra parte. Celebrare il volontariato significa anche a nostro avviso celebrale la Repubblica e i suoi valori - hanno concluso i giovani - una comunità è tale, nasce e cresce solo se nessuno viene lasciato indietro. La Repubblica allora non è qualcosa di astratto, esiste nelle relazioni tra le persone, nella felicità reciproca e nel sentirsi parte di qualcosa di comune. Essere cittadini non significa solo abitare una città, ma sentirsi responsabili nei confronti degli altri. Libertà, solidarietà e democrazia non sono parole lontane e teoriche , ma sono valori che dipendono anche da noi e dalle nostre scelte di tutti i giorni».
I quattro ragazzi hanno dimostrato di avere le idee molto chiare riguardo alla giornata di ieri e al valore di festeggiare la Repubblica, tanto che sono stati loro a chiedere di partecipare attivamente alle celebrazioni: «Ci abbiamo tenuto a portare il nostro messaggio alla comunità modenese, perché questa giornata ci ricorda che la Repubblica è una comunità, una scelta di vita quotidiana, in cui tutti devono avere gli stessi diritti e nessuno deve essere lasciato indietro». «Qualcuno ci ha chiesto se le frasi di Seneca le sentiamo davvero nostre – ha aggiunto Bortolotti – ovviamente rispondiamo di “si”, per quanto siano formali abbiamo scelto le sue parole perché le sentiamo nostre sia come studenti che come cittadini. Seneca ci parla della Repubblica attraverso due Repubbliche a dire il vero. Una che riguarda la comunità in cui viviamo, la città, mentre un'altra che rappresenta l'intera umanità. Egli ci insegna che bisogna avere un senso di responsabilità sia nei confronti dei nostri concittadini che nei confronti di tutti gli altri esseri umani».
La consegna delle onorificenze
La cerimonia è proseguita con la consegna di 5 onorificenze al merito della Repubblica Italiana ovvero il più alto e importante degli ordini cavallereschi nazionali, istituito nel 1951 per premiare le persone che hanno acquisito benemerenze insigni verso la Nazione nelle scienze, lettere, arti, economia, nel disimpegno di pubbliche cariche e in attività a fini sociali, umanitari e filantropici. Gli insigniti modenesi in piazza Roma sono stati i Cavalieri Stefano Artioli e Fabrizio Bulgarelli di Carpi, i Cavalieri Paolo Lauriola e Simone Torrini di Modena e il Cavaliere Dino Galassi di Vignola. Prima che la cerimonia finisse e che lasciassero la piazza i Gonfaloni del Comune di Modena e di Montefiorino, emtrambi Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza, due cadetti dell’Accademia, la violinista Cecilia Raparelli e il tenore Alessio Marchetti hanno intonato “Inno alla gioia” di Beethoven e il “Va, pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi.
Le parole del prefetto
«Il 2 giugno è una data che per tutti deve rappresentare un valore fondamentale – ha commentato la prefetta Triolo – quest’anno poi si celebrano gli 80 anni da quel momento che gli italiani e le italiane scelsero la Repubblica. Ecco perché a questa ricorrenza è sempre bene accostare quella delle donne al voto. Donne che peraltro hanno partecipato attivamente anche alla costituzione di questa comunità e che hanno dato quella spinta alle riforme dell’ultimo trentennio. Voglio infine sottolineare le parole del presidente Mattarella – conclude – che ha ben sottolineato che la nostra Costituzione è alla base del vivere civile e cammina sulle gambe di tutti noi, sia che abbiamo delle responsabilità sia che ogni giorno ci impegniamo nel quotidiano».
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