La forma di Parmigiano è arrivata sul Cimone: l’impresa di Alessandro e i suoi amici
Un dislivello di 665 metri, dai 1.500 del lago ai 2.165 della vetta del Cimone, con 40 sulle spalle. I protagonisti: «Così celebriamo un prodotto unico al mondo»
SESTOLA. Hanno trovato una trentina di turisti ad incoraggiarli nell’ultimo tratto e a “spingerli” sulla vetta del Cimone gli “ambasciatori” del Parmigiano Reggiano che sabato, 30 maggio, hanno compiuto un’impresa senza precedenti portando una forma intera da 40 chili dal lago della Ninfa alla cima della montagna più alta della regione.
La spedizione
Un dislivello di 665 metri, dai 1.500 del lago ai 2.165 della vetta del Cimone. A portare materialmente la forma sono stati Alessandro Levoni di Sestola (che di professione fa la marchiatura a fuoco delle forme per il Consorzio Parmigiano) e Maurizio Carlini di Serra (ex paracadutista). Con loro hanno avuto Claudio Carlini (che ha dato il supporto durante i cambi tra i due, che hanno portato la forma per un chilometro a testa), Giordano Cantergiani di Benedello (che ha immortalato l’impresa con le foto e offerto la forma da 25 mesi dall’azienda Benedetti di Casinalbo) e Mariano Tanucci di Marano (supporto logistico che ha portato su anche la pala di legno da Parmigiano con disegnata sopra la Madonna delle Nevi, pirografata da Marco Calcani, donata alla chiesetta). Sono partiti verso le 13 e in 2 ore e 13 minuti sono arrivati in vetta, trovandosi ad affrontare anche una lastra di ghiaccio e neve nell’ultimo tratto. Una situazione pericolosa: una scivolata con un peso di quel genere sulle spalle poteva costare molto cara.
L’accoglienza
«È stato impegnativo, ma ha reso ancor più bella l’impresa – sottolinea Levoni – la fatica è stata tanta, ma la soddisfazione di essere arrivati lassù con la forma e vedere quel panorama ha ripagato di tutto. E ci ha fatto un piacere enorme vedere la presenza di una trentina di persone che, avendo letto quella mattina l’articolo con l’annuncio della salita, sono venute a incoraggiarci nell’ultimo tratto e a fare festa con noi in cima. Maurizio ha portato la forma nell’ultimo tratto, io ho tenuto le forze per aprirla e offrirla a tutti i presenti. Il Parmigiano è sempre squisito, ma ha avuto un sapore ancora più speciale degustarlo in cima alla montagna, dopo averlo portato su a spalla». «Il Parmigiano è un prodotto unico al mondo che si regge sul sacrificio di tanti allevatori che si alzano alle 3 tutte le mattine per produrre il latte di qualità – rimarca Levoni – per omaggiarlo non si poteva non fare un’impresa di sacrificio come la nostra, e l’abbiamo fatta volentieri. Ci allenavamo dal 9 novembre: eravamo pronti, è andato tutto bene. E con un’accoglienza così, la stanchezza è passata subito».
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