Cade in bici per schivare l’auto: «Quel pirata mi ha quasi investito ed è scappato»
Simone Cacchioli, 21 anni, coinvolto in un incidente a Savignano sulla “Lunga” verso Guiglia: «Ho entrambe le braccia rotte, forse dovrò operarmi. Cerco chi era alla guida e dico grazie a chi mi ha aiutato»
SAVIGNANO. «Cerco l’auto pirata che mi ha fatto cadere dalla bicicletta. Ora ho un braccio rotto e un’ulna lussata, oltre a una gamba fasciata, ma poteva finire molto peggio». A raccontare il drammatico episodio è Simone Cacchioli, 21enne di Vignola, che domenica intorno alle 14 era di ritorno da un giro in bicicletta.
L’incidente
Percorreva la strada provinciale 23 a Savignano, meglio nota come la “Lunga”, che scende da Guiglia. «Il tutto è accaduto negli ultimi tornanti della strada – racconta il giovane – che porta a Garofano, avevo già superato il Resort Gelso Bianco. L’auto, una Mercedes station wagon Classe C grigia scura, mi “tallonava” da un po’: nella strada sono presenti lavori in corso con semafori, quindi mi aveva sorpassato già due volte e io l’avevo poi raggiunta. Alla terza volta è avvenuto l’incidente. Ero a margine della carreggiata, l’automobilista cercava il varco per sorpassarmi. L’ha fatto in modo azzardato, in corrispondenza di un tornante, e contemporaneamente è sbucata un’altra macchina dal senso opposto. Per schivarla il pirata ha allargato la curva, rischiando di colpirmi. Io ho schivato per pochi centimetri l’impatto, ma una ruota è finita nel canale a fianco. La caduta è stata piuttosto violenta. Lui, durante la manovra, ha anche suonato il clacson, e mi ha spaventato ulteriormente».
Le ferite
Il giovane riporta diverse ferite. «Alcuni automobilisti, vedendomi a terra, si sono fermati – racconta –. Tre auto hanno accostato, tanti mi hanno chiesto se avessi bisogno. Voglio sottolineare la solidarietà di queste persone, soprattutto di una coppia che è rimasta con me fino all’arrivo dell’ambulanza. Data l’adrenalina, inizialmente sono riuscito ad alzarmi e credevo di stare bene. Poi però ho accusato svenimenti e ho iniziato a sentire dolore in diverse parti del corpo. I miei soccorritori mi hanno spostato all’ombra, per poi chiamare il 118. Un’ambulanza è intervenuta e mi ha portato all’ospedale di Vignola». Gli esiti degli accertamenti non sono positivi: «Ho il braccio sinistro fratturato, in quello destro l’ulna lussata. Ho ancora grande dolore, e quindi dovrò sottopormi a ulteriori visite, perché non è da escludere che mi debbano operare per riassestare l’ulna. Inoltre, ho una gamba fasciata per le escoriazioni. Mi hanno dimesso dall’ospedale con 30 giorni di prognosi», spiega il giovane.
L’appello
Cacchioli racconta che «il giorno dopo siamo andati alla stazione dei carabinieri di Guiglia per fare denuncia. Stiamo cercando chi era alla guida della Mercedes, ha accelerato invece di prestarmi soccorso. I carabinieri stanno indagando e visionando le telecamere presenti sulla via. È scappato volontariamente una volta che mi ha visto a terra, per evitare denunce. Se non avesse fatto quella manovra azzardata, allargando la curva e suonando il clacson, io non sarei caduto. Ma voglio anche evidenziare la grande generosità di chi si è fermato per soccorrermi e ha aspettato l’arrivo dell’ambulanza», conclude Cacchioli.
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