Morto di leucemia a soli 21 anni: «Christian ha lottato fino alla fine»
Maranello e Formigine piangono Balducchi. Lo strazio di mamma Barbara: «Ha sperato di farcela fino alla fine, tentando ogni genere di terapia»
MARANELLO. Se n’è andato a soli 21 anni, dopo tre di lotta costante contro la malattia inesorabile che aveva scoperto due settimane dopo aver dato la maturità, all’istituto Ferrari di Maranello. I sogni, la voglia di vita di un adolescente, costretti a scontrarsi con la cruda realtà di un male incurabile. Ma che non ha spento fino all’ultimo il suo coraggio, la forza di pensare che un miracolo fosse ancora possibile. Maranello piange Christian Balducchi, spentosi lunedì 1° giugno al Policlinico, dove hanno tentato fino all’ultimo di salvarlo.
L’ultimo saluto
Abitava a Gorzano, e finché le forze glielo hanno permesso ha lavorato nella logistica alla Corriere BS di Fiorano. Lascia nello strazio la mamma Barbara, il papà Luigi, il fratello Fabio, la nonna Gabriella, Anna che è stata per lui quasi come una seconda madre, e gli altri parenti. Insieme a tantissimi amici, che ieri per tutto il giorno hanno affollato l’Eterea Funeral Home di Sassuolo, dove è stata allestita la camera ardente e dove nel pomeriggio è stato recitato il rosario. Aveva anche tanti amici di Formigine, ed è per questo che l’ultimo saluto (seguito dalle onoranze Christian De Carlo) si è tenuto stamattina, 3 giugno, alle 11 nella chiesa parrocchiale di Formigine. Poi è stato portato nel cimitero locale.
La malattia e la lotta
«Ha fatto la maturità il 4 luglio del 2023: era al settimo cielo – racconta tra i singhiozzi la mamma Barbara – poi neanche due settimane dopo ha scoperto di avere una gravissima forma di leucemia. Non si sentiva bene e abbiamo fatto un controllo: è emersa subito. È stato scioccante, per tutti noi. Ma lui ha trovato un’incredibile capacità di farsi e farci forza. Credeva nella possibilità di vincere la malattia, ha tentato di farlo in ogni modo. E noi con lui. È stato veramente male all’inizio, ma poi grazie alle cure del Policlinico di Modena è migliorato, la terapia l’ha aiutato tantissimo. Ha lavorato anche per un anno, un lavoro non leggero come quello di corriere, ma gli piaceva tanto. Gli piaceva guidare, sognava di fare il camionista e voleva prendere la patente C. Aveva appena preso il foglio rosa: ci ha creduto fino all’ultimo. Ma poi le condizioni sono rapidamente peggiorate».
Speranza fino alla fine
«A novembre 2025 la malattia ha ricominciato ad essere aggressiva – continua la mamma – ha avuto ancora un lieve miglioramento, poi però da metà aprile il quadro si è complicato sempre di più. Ma ha continuato a sperare, e noi con lui. Le abbiamo provate tutte. Eravamo pronti anche a un trapianto di midollo osseo: eravamo compatibili sia io che una persona esterna. Ma non abbiamo fatto in tempo: la malattia era diventata troppo cattiva, e bisognava fare altre scelte. Due settimane fa siamo stati anche al Sant’Orsola di Bologna, dove fanno la terapia Car-T che preleva linfociti per poi reinserirli ingegnerizzati a combattere le cellule tumorali. Lui voleva tentare anche quella, ma non abbiamo fatto in tempo a iniziarla: c’era da aspettare quattro settimane». Nonostante tutto, lui ha cercato di essere forte fino all’ultimo: «È sempre stato un ragazzo straordinario, sempre con la battuta pronta, sempre il sorriso sulle labbra. Così me l’hanno descritto anche i suoi amici: sempre pronto a scherzare, non si fermava di fronte a niente, nonostante le paure. E noi l’abbiamo incoraggiato su questa strada, finché abbiamo potuto sperare». Adesso è un dolore indicibile, ma la famiglia ci tiene a ringraziare tutti coloro che sono stati vicini nel dramma: «Grazie a tutto lo staff del reparto di Ematologia del Policlinico di Modena. Dal primario, il dottor Luppi, a infermieri e Oss: si erano un po’ tutti affezionati a lui. E grazie al reparto di Terapia intensiva, alle dottoresse Serio e Barbieri che l’hanno seguito fino alla fine, con tanta vicinanza anche umana. E grazie a tutti gli amici, che in queste ore stanno mostrando un affetto enorme per il nostro Christian».
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